Curiosità
13 cose che non sapevi sul Natale, come: chi ha inventato il presepe? E perché Babbo Natale è vestito di rosso?

Il Natale è alle porte: nell'aria c'è già l'odore buono delle feste. Le strade si vestono di luci e colori e le case vengono decorate a dovere, con abeti e ninnoli celebrativi. Ma vi siete mai chiesti quand'è che è iniziata la tradizione di addobbare gli abeti e perché poi proprio l'abete sia stato designato come albero delle feste? In questo articolo abbiamo cercato di rispondere ad alcune curiosità sul Natale che affondano le radici in tempi antichissimi: tra verità e leggende, scopriamo l'esistenza di demoni del Natale, perché Babbo Natale sia vestito di rosso, chi abbia inventato il presepe e quale sia il regalo di Natale più grande di tutti i tempi. Una carrellata di storie che vi permetterà di entrare appieno nell'atmosfera natalizia; che ne abbiate una visione pagana o religiosa le nostre 13 curiosità vi permetteranno di conoscere meglio il Natale e le tradizioni a questa celebrazione annesse. Munitevi di bastoncini di zucchero, biscotti alla cannella e... buona lettura!
PERCHE' BABBO NATALE E' VESTITO DI ROSSO?

Vi siete mai chiesti perché il colore rosso sia per eccellenza il colore delle festività natalizie? E soprattutto perché l'abito di Babbo Natale sia rigorosamente di questo colore? Esiste una versione della storia che vedrebbe protagonista il brand Coca Cola. Fino a qualche anno fa, si riteneva infatti che Babbo Natale fosse vestito di rosso perché personaggio primario delle pubblicità di Coca Cola dagli anni '30; dunque, se prendessimo per buona questa adattamento, dovremmo pensare che si tratti solo di una trovata di marketing che tendeva a rilanciare il colore dell'involucro della bevanda. Tuttavia, diverse indagini sull'argomento hanno portato alla luce altre verità.
Sembra che l'immagine di questo omone grosso e canuto vestito di rosso fosse già stata utilizzata dal New York Times prima che Coca Cola se ne servisse per i propri scopi commerciali. Abbiamo, inoltre, anche altre curiosità che testimonierebbero la diffusione della figura di Babbo Natale in rosso prima di Coca Cola, come ad esempio la White Rock Beverages. Si tratta di marchio di un'acqua gasata e di ginger ale che impiegò Santa Claus in rosso per le sue pubblicità tra il 1915 e il 1923. Anche in Russia, durante gli anni '20, apparvero delle cartoline che vedevano Babbo Natale in rosso. La verità, probabilmente quella che racconta le reali origini, è che fu Thomas Mast, famoso vignettista, nel 1820, a immaginarlo così e decretare che vivesse al Polo Nord. Forse se andassimo ancora a ritroso nel tempo, ne troveremmo altre ancora, ma per adesso ci limitiamo al 1800.
CHI HA INVENTATO L'USANZA DI ADDOBBARE L'ABETE?

Iniziamo subito col dire che la tradizione di addobbare l'abete ha origini pagane. Come d'altra parte la maggior parte delle usanze che vengono associate alla celebrazione per la nascita di Cristo. Dunque, innanzitutto bisogna svelare un segreto: l'albero di Natale non dovrebbe essere decorato l'8 dicembre, ovvero un giorno appartenente alla tradizione religiosa cristiana, ma il 21 dello stesso mese, data che corrisponde al solstizio di inverno. Si festeggiava, soprattutto tra i popoli germanici, la transizione alla stagione fredda decorando gli alberi e le case con prodotti tipici del periodo, come noci e mele. Si dava anche vita a un fuoco, il famoso ceppo natalizio - che in parte richiama la nostra abitudine di adornare l'albero e la casa con delle lucine colorate - il cui scopo era quello di suggerire come sarebbe andato l'anno in arrivo.
Ad ogni modo, durante il percorso la tradizione religiosa e quella pagana hanno trovato dei punti in comune: si narra che a Betlemme, dove ha avuto i natali Gesù Cristo, vivesse un artigiano poverissimo che non aveva possibilità di offrire doni al Messia. Pertanto, decise di creare delle palline colorate da utilizzare per divertire il neonato, proprio come se fosse un'artista di strada.
IL REGALO DI NATALE PIU' GRANDE DI TUTTI I TEMPI...

La Statua della Libertà è il simbolo per eccellenza degli Stati Uniti. Tuttavia, molti probabilmente non sanno che detiene un record e rappresenta il regalo di Natale più grande della storia. Il monumento fu progettato da Frédéric Auguste Bartholdi e Gustave Eiffel - che si era già dedicato alla celeberrima Torre Eiffel -. La statua fu realizzata tra il 1880 e il 1883 in Francia e fu donata agli Stati Uniti in migliaia di casse, pezzo per pezzo. Questo dono stava a simboleggiare il sodalizio tra i due popoli e aveva lo scopo di rappresentare, appunto, la libertà, anche in commemorazione di quella che fu la Dichiarazione di Indipendenza risalente un secolo prima. Ovviamente il riferimento al Natale è da ricercarsi nel periodo in cui i francesi donarono questo poderoso presente agli americani: era nel dicembre del 1883.
PERCHE' PROPRIO L'ABETE?

Abbiamo già visto dove affonda le radici la tradizione delle decorazioni per l'albero di Natale, ma quand'è che si è deciso che l'albero in questione dovesse essere un abete? Sembra che questa tradizione sia nata in Germania nel 1500. Fu poi la Duchessa di Brieg a dare inizio all'usanza di utilizzare un abete decorato a dovere. In merito si narra che la Duchessa non volesse avere solo addobbi esterni e quindi voleva che anche in casa si respirasse un'aria di festa: ecco dunque che l'idea di decorare gli interni prendeva vita. Ancora in Germania troviamo la versione religiosa, slegata da quella pagana, ma pur sempre valida ai fini dell'usanza.
Il protagonista di questa narrazione è San Bonifacio, il quale durante un viaggio in Germania si ritrovò a osservare un rito pagano in cui l'albero protagonista era una quercia; Bonifacio allora fermò il rito sul nascere e decise di abbattere la quercia, al suo posto si formò un abete che doveva rappresentare la vita, che doveva rappresentare Gesù Cristo. D'altra parte la forma dell'abete si presta a questo tipo di rappresentazione; il fatto che la strutta protenda verso l'alto, che vi sia una punta ricorda una piramide, o ad esempio l'obelisco Vaticano. Quanto all'Italia, la moda dell'abete ha iniziato a spopolare nel 1800, grazie alla Regina Margherita che decise di averne uno durante le feste al Quirinale.
IL PRANZO DI NATALE IN POLONIA: IL MISTERO DELLE 12 PORTATE

Il tradizionale pranzo di Natale è vissuto diversamente tra le varie culture, tutte però hanno un quid in comune: l'abbondanza. Ma perché? E' semplice fornire una spiegazione: che sia in funzione di una tradizione pagana o religiosa, l'intento è la celebrazione, dunque l'abbondanza in quanto tale serve a sottolineare maggiormente l'importanza della festa, della riunione di famiglia. In Polonia, ad esempio, il pranzo è composto da ben dodici portate. In merito possiamo asserire che il numero delle portate ha un significato preciso: corrisponde, infatti, al numero degli apostoli durante l'Ultima cena. Dunque è un modo ulteriore per omaggiare Gesù Cristo, anche se a Natale si celebra la sua venuta. Ogni popolo ha una propria tradizione, ma l'intento è quello di onorare la festa e di renderla speciale, ecco quindi che il cibo si fa portavoce di questo messaggio di prosperità e gioia.
CHI E' KRAMPUS, IL DEMONE DEL NATALE

Non tutti sanno che esiste una figura contrapposta a quella di Babbo Natale e no, non è propriamente dolce, allegra e festosa: il Krampus. Si tratta di un demone feroce che vaga con fierezza tra le strade alla ricerca dei bambini cattivi. Questo spiega in qualche modo il motivo per cui quando si scrive la letterina a Babbo Natale si tende a sottolineare di essere stati "buoni" e di non aver commesso marachelle. Ad ogni modo, la figura del Krampus è quasi prettamente appartenente al Nord Europa, tuttavia, lo troviamo nella tradizione di alcune regioni italiane come il Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto Adige.
Il 5 dicembre, ogni anno, si dà vita a una sfilata di carri in cui San Nicola, quindi Babbo Natale, è seguito da un carro di demoni, di Krampus. Dunque prima la carota poi il bastone per i bambini cattivi. I Krampus sono terribili, diavoli voraci che frustano e mettono in catene le loro vittime. Insomma, un'immagine abbastanza cruenta. La cosa curiosa è che esiste anche la versione femminile del Krampus: la Krampa che ha le medesime sembianze ed è altrettanto minacciosa.
PERCHE' LA STELLA COMETA HA LA CODA?

Fu Giotto, per la prima volta, a rappresentare la Stella Cometa con la coda. Ma perché? Qual è il significato? Partiamo subito col dire che una stella che preannunciasse l'arrivo del Messia era già presente nell'Antico Testamento, tuttavia non si faceva menzione del fatto che si portasse dietro una "coda" lunga e luminosa. Pertanto dobbiamo attendere l'opera di Giotto, L'Adorazione dei Magi (nella Cappella degli Scrovegni), per attestarne la prima rappresentazione in questo modo.
Il dipinto vede chiaramente la stella con lo strascico, la cometa a cui tutti oggi, in occasione dell'Epifania, facciamo riferimento. Una famosa storica, Roberta Olson, ha poi avanzato un'ipotesi alquanto plausibile: ovvero che Giotto avesse assistito al passaggio della cometa di Halley, avvenuto nel 1301. Quindi in qualche modo l'artista avrebbe preso spunto da un fenomeno astronomico realmente accaduto. Per amor di chiarezza, dobbiamo precisare che non tutti gli storici sono concordi con questa versione, dunque pur essendo plausibile non è del tutto accreditata. Mettiamola così: il dibattito in merito è aperto e alquanto acceso.
PERCHE' IL PANETTONE SI CHIAMA COSI'?

Veniamo a uno dei dolci più rappresentativi delle feste: il panettone. Vi siete mai chiesti perché si chiami così? Quale sia la sua storia? Proviamo a raccontarla brevemente. Premettiamo che da tempo si tramandano diverse storie e leggende in merito al panettone e alle sue origini. Una di queste, quella più accreditata, vuole che Ludovico il Moro chiese al cuoco di preparare per il pranzo di Natale un dolce speciale, che esaltasse la grandezza dell'avvenimento.
Il cuoco, impegnato nelle numerose preparazioni, fece bruciare il dolce da servire. Preso dalla disperazione decise di ascoltare il consiglio di un suo collaboratore, di nome Toni, che propose di realizzare un altro dolce con gli ingredienti che avevano a disposizione. Con farina, uova, burro, lievito, cedro e uvetta, dunque, Toni e il cuoco diedero vita a un dolce nuovo, mai visto prima. Quando fu servito, Ludovico il Moro e i suoi commensali apprezzarono tantissimo quella prelibatezza, tanto che il cuoco decise di omaggiare l'uomo a cui era venuta l'idea e lo chiamò Pan de' Toni.
I BASTONCINI DI ZUCCHERO NON SONO NATI IN AMERICA!

Da alcuni anni ormai, i bastoncini di zucchero sono un cult anche in Italia. Si tratta di caramelle, dolcetti di zucchero a forma di bastone colorati di rosso e bianco. Ma perché hanno questa forma? Per rispondere dobbiamo volare nuovamente in Germania, questa volta, però non abbiamo a disposizione un confronto tra la ragione pagana e quella cristiana. Siamo a Colonia e i protagonisti della storia sono i bambini. Stando a quanto riporta la leggenda, nel 1670, durante la celebrazione di una messa di Natale, il direttore dell'orchestra della cattedrale di Colonia si vide costretto a ricorrere a misure straordinarie per limitare il trambusto generato dai bambini che giocavano e cantavano. Pertanto, commissionò a un pasticciere la realizzazione di una caramella, di un prodotto particolare, che catturasse la loro attenzione.
Nacque così il bastoncino di zucchero che, erroneamente, pensiamo appartenere alla tradizione americana. Bisogna anche aggiungere che la forma del dolcetto ha l'intento di omaggiare i pastori che visitarono la grotta in cui nacque Gesù Cristo; un'altra versione vuole che invece ricordi il bastone di San Giuseppe. Anche i colori hanno un significato ben preciso: il bianco è da sempre sinonimo di purezza, mentre il rosso è il colore delle feste.



