Curiosità
M5S, la storia in 10 tappe

Il comico Beppe Grillo e gli attivisti di quello che diverrà il Movimento Cinque Stelle (M5S) cominciano a muovere i primi passi del loro impegno politico nel 2005. Da quando cioè si raccolgono per la prima volta attorno al neonato blog del loro ispiratore. La condanna della corruzione in politica, la richiesta di procedure e comportamenti trasparenti e la fine dei privilegi della casta diventano i temi ispiratori della nuova politica 'grillina'. Il Movimento Cinque Stelle nasce ufficialmente nel 2009 come libera associazione di cittadini ma dopo che il dibattito si era sviluppato su quello che in breve tempo era diventato il blog più visitato in Italia.

I Vaffa Day
A partire dalla piattaforma Beppegrillo.it, gestita da Gianroberto Casaleggio, il nascente M5S organizza diverse manifestazioni di natura politica e sociale. Alcune delle quali, a carattere nazionale, riscuotono un grande successo di partecipanti e calamitano l'attenzione dei mass media. Fra queste una particolare rilevanza acquistano i V-Day del 2007 e del 2008. Ideati con l’obiettivo specifico di proporre una legge popolare in aperta polemica con il mondo politico italiano, convogliano il malcontento di milioni di cittadini delusi. Il consenso per Beppe Grillo in versione tribuno del popolo, e non più comico che si limita a riempire i teatri, cresce a vista d'occhio. Forte di tutto questo, Grillo annuncia l’intento di promuovere liste civiche locali "a cinque stelle".

M5S, le 5 stelle
Dove con "cinque stelle" ci si riferisce a connettività, ambiente, acqua, sviluppo e trasporti. Sono questi, ancora oggi, i punti cardine del gruppo e la base programmatica del Movimento che nasce compiutamente a ottobre 2009. Alle elezioni amministrative nella primavera dello stesso anno, però, risultano già eletti 12 consiglieri comunali facenti parte delle Liste civiche a cinque stelle: un risultato che sorprende i più perché dimostra l’efficacia di una costante attività a livello locale. E di una presenza capillare dei cosiddetti metup: le 'sezioni' del grillismo politico sul territorio. Ovvero quelle caratteristiche di presidio e vicinanza ai bisogni e alle attese della popolazione che i partiti politici tradizionali sembrano avere completamente smarrito. Anche perché spesso percepiti, a torto o a ragione, come maxi comitati elettorali di questo o di quel leader di turno.

Il record di Pizzarotti
Dopo il 6,9% delle preferenze registrato a livello nazionale nelle amministrative del 2011, nel maggio del 2012 quattro attivisti del Movimento Cinque Stelle diventano sindaci. Fra questi spicca, in particolare, il neo sindaco di Parma, Federico Pizzarotti. Per lui un trionfo plebiscitario con oltre il 60% dei voti. Pizzarotti è poi riconfermato nel 2017 per un secondo mandato, dopo che aveva lasciato il M5S. Qualche mese più tardi (ottobre 2012), in occasione delle elezioni regionali il Movimento Cinque Stelle diventa il primo partito della Sicilia. Nonostante i successi, all’interno della creatura di politica di Beppe Grillo non mancano le voci di dissenso.

Casaleggio, guru M5S
A far discutere anche la figura di Gianroberto Casaleggio, il guru del Movimento. Da più parti lo si considera il braccio destro di Grillo, se non il suo mentore. Non pochi attivisti lo accusano di comportamenti antidemocratici e censori. Nonostante le critiche interne, dopo una convincente e coinvolgente campagna elettorale il Movimento di Grillo ottiene alle elezioni politiche del 2013 oltre il 25% dei consensi divenendo il primo partito alla Camera dei Deputati.

Raggi sindaca di Roma
In controtendenza le elezioni europee del 2014, in cui M5S supera di poco il 21%, mentre alle amministrative del 2016 ottiene un notevole successo elettorale, presentandosi in 102 comuni., ha fatto eleggere 38 sindaci, conquistando 19 città sulle 20 in cui era in lizza al secondo turno, tra cui importanti capoluoghi come Torino con Chiara Appendino e soprattutto Roma, la capitale, con Virginia Raggi. Nel settembre del 2017 Luigi Di Maio vince le primarie per la scelta del candidato premier e del capo politico del Movimento, assumendo Grillo il ruolo di garante.

Conte, avvocato premier
Alle elezioni politiche del 2018 il Movimento ottiene uno straordinario successo superando il 32% dei voti sia alla Camera che al Senato, risultando così il primo partito, sebbene senza raggiungere la maggioranza assoluta per governare. In una situazione politica di stallo, a quasi tre mesi dalle elezioni, i pentastellati si accordano con la Lega e individuano nel giurista Giuseppe Conte il premier condiviso, dando così vita al primo governo giallo-verde della storia repubblicana.

Via la Lega dentro il PD
Alle elezioni europee del 2019, dopo un anno di governo, M5S crolla quasi dimezzando i consensi e attestandosi intorno al 17%. Nell’agosto del 2019, date le divergenze tra i due partiti di maggioranza, la Lega, forte dei consensi ottenuti alle elezioni amministrative ed europee, presenta una mozione di sfiducia, poi ritirata, nei confronti del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Il quale rassegna comunque le dimissioni al Presidente Mattarella. Poco dopo, nel mese di settembre, nasce un nuovo esecutivo sempre a guida Conte con la maggioranza formatasi tra il Movimento, il PD e LeU, dando vita al primo governo giallo-rosso.

All'ombra di Draghi
Nel gennaio del 2020 Luigi Di Maio si dimette da capo politico dei pentastellati e Vito Crimi assume la funzione di reggente del Movimento. A gennaio, esattamente un anno più tardi, il secondo Governo Conte entra in crisi, dopo il mancato appoggio di una delle forze politiche facenti parte della maggioranza, ovvero Italia Viva di Matteo Renzi. Nel febbraio successivo, a seguito di una serie di inconcludenti trattative per raccogliere in Parlamento una nuova maggioranza politica, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, 'impone' ai partiti riottosi ad accordarsi il nuovo premier. Nella persona dell'ex Presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi.




