Curiosità
Disney: segreti e misteri nei film d’animazione

Ci hanno accompagnato nella nostra infanzia e per molti continuano ad essere compagni di serate o pomeriggi di relax; stiamo parlando dei cartoni animali della Disney. Tuttavia, la storia dei film d'animazione a cui Walt Disney ha dato i natali è sempre stata accompagnata (praticamente dal primo classico in poi) da, per così dire, 'vicissitudini' che le hanno concesso sempre un certo alone di mistero. Sono ben note le cause e le accuse girate intorno a presunti messaggi subliminali, massonici e persino satanici. Ma al di là di quanto queste tesi siano vere o meno, il mondo Disney è sicuramente circondato da stranezze, segreti e colpi di scena inaspettati che, potremmo dire nella maggior parte delle volte, non risaltano ad un primo sguardo.
Sulla base di questo, vogliamo offrirvi una serie di particolarità che accompagnano, praticamente, tutta la produzione filmografica Disney; un viaggio tra storie e fiabe che potrebbe lasciare persino a bocca aperta. Alla ricerca di personaggi o oggetti nascosti, oppure un percorso tra gli irrazionali, buffi e, spesso, inspiegabili comportamenti di alcuni protagonisti. Dalle apparizioni, alle citazioni, passando per curiosi e inaspettati 'camei' fino ad arrivare ai segreti e alle curiosità più 'oscure'; che si legano alle, ben note e già citate, accuse mosse al tanto controverso (amato e criticato in vita e anche dopo) Walt Disney.
Topolino sempre presente nei film Disney

È il 18 novembre 1928 quando nel Colony Teather di New York viene proiettato un breve cartone animato. Questa data segna per molti l’inizio della Disney; Plane Crazy: ha come protagonista un certo Mickey Mouse e a dargli la voce per la prima volta è lo stesso Walt Disney. Nasce così Topolino, considerato il simbolo della Disney e per certi versi una sorta di alter-ego dello stesso creatore. Forse è proprio per questo che Topolino compare in una miriade di cartoni animai (forse potremmo dire in tutti); talvolta mascherato tra le bolle di sapone di Cenerentola, altre volte tra i sudditi di Re Tritone nella Sirenetta; Topolino assume le sembianze di un pupazzo tra gli scaffali di Anna in Frozen e si trasforma in uno stemma nella libreria megagalattica del principe de La Bella e La Bestia.
Compare in modo discreto, come una sorta di firma di Walt Disney, ma si potrebbe dire che è sempre presente. Una sagoma, un'ombra, camuffato tra la folla, Topolino è praticamente una presenza fissa. In Lilo e Stitch è tra gli acini d'uva e in Aladdin è nel volto della tigre quando si sta trasformando dopo l'incantesimo di Jafar. Insomma sarebbe impossibile citare tutti i 'cameo' di Topolino, ma sappiate che lui c'è, sempre.
I segreti delle principesse

La maggior parte dei film Disney hanno come protagoniste le celebri principesse. Le prime aspettano di essere risvegliate dal bacio di un principe, fino a trasformarsi sempre più in eroine. Mulan parte in guerra sostituendo il padre, Elsa diventa regina, anche senza un re al suo fianco, Ribelle, lo dice lo stesso nome, è una 'ribelle' che vuole affrontare la vita da sola. Ma tutte, da Biancaneve a Tiana, passando per Pocahontas e Belle, sembrano accomunate da aspetti singolari e, per certi versi, inaspettati. Che siano sempre truccate e vestite allo stesso modo è un dato di fatto; ma sapevate che, per esempio, Biancaneve è l’unica ad avere una stella sulla famosa Walk of Fame?
Ma i segreti non finiscono qui. Belle è sempre rappresentata con un ciocca che le cade sul viso, per simboleggiare il suo non essere perfetta; ed è sempre la protagonista de La Bella e La Bestia ad essere l'unica del suo villaggio ad indossare un abito blu, proprio per indicare il suo essere forestiera. E che dire di Jasmine e Mulan, le uniche principesse che indossano pantaloni. Aurora, che nonostante sia la protagonista de La Bella Addormentata nel bosco, compare nel film solo per 18 volte per un totale di 18 minuti. E i segreti, sulle principesse sarebbero molti altri, ma lasciamo a voi l'intrigo di indagare.
La strana pudicizia nei cartoni animati

A qualcuno sarà capitato di chiedersi come mai alcuni protagonisti dei cartoni animati hanno uno strano senso di pudore, soprattutto se si tratta di protagonisti animali. Un esempio su tutti? Paperino. Il buffo, a tratti bisbetico, personaggio di una serie di fumetti e film d'animazione Disney è noto per la sua blusa che gli lascia scoperta la coda e tutta la parte inferiore del corpo. Eppure in una nota scena di un film in cui il papero è protagonista, quest'ultimo si accorge di essere nudo solo perché sprovvisto della sua giacchetta.
Insomma un po' come la coppia Tom e Jerry che passano di puntata in puntata ad inseguirsi, sempre e rigorosamente svestiti (sono animali del resto), ma poi per andare al mare, indossano dei costumi super coprenti, stile Anni '20. Come ci spieghiamo questo paradosso? Potremmo utilizzare, al tal proposito, le parole di Art Babbitt, animatore e regista statunitense che collaborò, spesso, con Walt Disney: "L'animazione segue le leggi della fisica, a meno che il contrario risulti più divertente".
Gli 'ospiti' nei film Disney

E tra i segreti nascosti nei film Disney un espediente che ricorre molto nelle pellicole d'animazione è quello di 'ospitare' personaggi di altre storie, nascosti all'interno della trama di un altro film. Anche qui riportiamo alcuni curiosi esempi che, forse, solo i più attenti avranno notato. Partiamo dalle Avventure di Bianca e Bernie; nel film ad un certo punto si vede la riva di un lago e lì compaiono due dei protagonisti che forse più ci avranno fatto piangere: Bambi e la sua mamma. Questa volta però i due cervi restituiscono un'immagine serena; sono, infatti, immortalati mentre pascolano serenamente.
E tra gli ospiti segreti c'è anche Pumba; il facocero protagonista nel cartone animato Il Re Leone ha un tributo proprio sulla Cattedrale di Notre Dame; tra i Gargoyle, proprio durante una delle scene più intense del Gobbo di Notre Dame , il simpatico facocero fa la sua apparizione 'in pietra'. Un gruppetto di insoliti ospiti appare anche ne La Sirenetta; durante la presentazione magistrale di re Tritone, tra la folla di sirene e sirenetti un trio d'eccezione: Topolino, Pippo e Paperino. Due ospiti a quattro zampe, invece, appaiono ne La Carica dei 101; sono Lilli e il Vagabondo che scodinzolano felici nella notte di Londra. Consapevoli che anche in questo caso gli esempi sarebbero innumerevoli, l'ultima ospite che poniamo sotto l'attenta attenzione è Rapunzel; dopo aver tagliato la sua chilometrica chioma bionda (diventata ormai mora) la principessa è un'invitata speciale alla festa di matrimonio di Anna di Frozen.
Le citazioni e le 'anticipazioni' tra i film

E se in certi film troviamo degli ospiti in 'carne ed ossa' altri cartoni animati, invece contengono delle citazioni a personaggi, trame, oggetti di altre storie che, a volte, sono delle vere e proprie anticipazioni di film usciti anni dopo. Nella Principessa e il Ranocchio (2009), ad esempio, Charlotte, la bimba ricca a cui la mamma della protagonista Tiana crea i vestiti, è un'appassionata delle principesse. Ebbene, solo un occhio attento si sarà accorto che nello scaffale di libri della bambina è presente un libro che narra la storia di Rapunzel; curioso stratagemma per anticipare il film Disney che sarebbe uscito nelle sale cinematografiche esattamente un anno dopo (2010).
E restando su Rapunzel, invece, quanti hanno notato che nella torre in cui la principessa è imprigionata si trova lo stesso arcolaio dal quale si punse Aurora de La Bella Addormentata? Lilo e Stitch, invece, contiene una citazione ad un'altra principessa; si tratta di una citazione originale, se pensiamo che è un ristorante presente nell'emozionante cartone del 2002 a chiamarsi Mulan. Sì, proprio come la guerriera, protagonista del film d'animazione, sempre targato Disney, del 1998. E infine, vi sveliamo un'ultima citazione segreta; osservando, questa volta con una lente di ingrandimento piuttosto potente, tra i ricercati nella bacheca di Big Hero 6 appare il perfido principe Hans di Frozen.
Film razzisti?

Accingendoci verso la fine delle curiosità, misteri e stranezze che riguardano l'universo Disney, passaggio quasi obbligato risulta essere quello che affronta le principali accuse mosse a Walt Disney. Negli anni, infatti, diversi critici ed esperti, hanno individuato, in molti film d'animazione della celebre casa di produzione, dei messaggi subliminali che hanno descritto Walt Disney ora come razzista, ora come antisemita. Tra i casi più emblematici da cui queste accuse sono scaturite, impossibile, non citare i corvi neri di Dumbo, indentificati, addirittura, come caricature dei lavoratori delle piantagioni.
E accuse di razzismo anche nel film del 2009 La Principessa e Il Ranocchio; la protagonista qui è una giovane ragazza di colore che da 'serva' si trasforma in principessa. Questa accusa venne contestata partendo dal presupposto che, al di là del colore della pelle, la maggior parte delle principesse Disney partono o attraversano condizioni di umiltà e povertà. Tuttavia, resta aperto il caso del nome; pare che all'inizio la protagonista dovesse chiamarsi Maddy, diminutivo di Madalaine e nome diffuso tra le donne che hanno vissuto la schiavitù. Solo successivamente si arrivò a Tiana.
Le accuse di sessismo ai film Disney

E insieme alle accuse di razzismo, un'altra pesante critica ricorrente ai film Disney è quella di essere particolarmente sessisti. Jeff Guo scrive sul Washington Post nel 2016: "Perché i personaggi sono ossessionati dall’aspetto di Biancaneve? Come mai Cenerentola non ha nessun hobby o talento? E perché la bella addormentata non fa niente se non pungersi e aspettare di essere salvata?” Un ulteriore analisi del ‘mondo delle principesse’ sembrerebbe far emergere un contesto prevalentemente maschilista; tutto sembra stabilito dagli uomini, fin dal numero delle battute recitate. A queste accuse si unisce anche la polemica giunta alla riapertura del parco di Anatheim dopo il lockdown; il caso del: 'bacio non consensuale' del principe a Biancaneve. Si leggeva a tal proposito sul San Francisco Gate: “non si può parlare di vero amore se qualcuno non sa cosa sta succedendo“.
Il caso di Biancaneve e i sette nani

E terminiamo questo excursus tra i misteri dei film d'animazione Disney affrontando quello che potremmo definire un vero e proprio 'caso'. Facciamo riferimento a Biancaneve e i sette nani, il cartone animato basato sull’omonima fiaba dei fratelli Grimm; primo film d’animazione realizzato da Walt Disney, ha subito negli anni molteplici critiche per un aspetto singolare. Un docente di storia della televisione della New York University, Mitchell Stephens, ha affermato, ad esempio, che ogni nano abbia il nome che sia il corrispettivo di un disagio provocato dall'uso di stupefacenti. Se il nome della protagonista, secondo il docente, è già un riferimento esplicito (Snow White) i nomi dei sette nani potrebbero completare tale supposizione.
A tal proposito il professor Stephens, partendo dal significato letterale del loro nome, assegna uno stadio della dipendenza da stupefacenti ad ogni amico di Biancaneve. Cucciolo da Doopey, significherebbe sfatto; ovvero il primo sintomo della dipendenza. Dotto da Doc, 'dottore' che rappresenterebbe il sintomo di onniscienza provato dopo la prima assunzione. Brontolo da Grumpy, 'irritabile'; descriverebbe il nervosismo provocato dall'astinenza. Gongolo da Happy, con il significato di allegro; potrebbe rappresentare la momentanea euforia dopo l'assunzione. Mammolo da Bashful, 'schivo' potrebbe incarnare lo stadio di 'post-trip' in cui si evitano i contatti umani. Eolo da Sneezy, che letteralmente sarebbe 'colui che starnutisce' rappresenta i danni provocati dalla sostanza agli apparati respiratori. Ed infine, Pisolo da Sleepy 'assonnato' incarna l'ultimo stadio dell'assunzione con uno stato di stanchezza permanente. Se si tratta di un'analisi corrispondente alla realtà non è confermato, tuttavia innegabile l'accuratezza descrittiva del professore Mitchell Stephens.



