Curiosità
I più divertenti fallimenti della moda

La moda è esperimento, è continua evoluzione e come capita in tutte le cose della vita anche sbagliando si impara. L’importante è sapersi rialzare e trarre del positivo anche dalle esperienze più negative. Quante volte è capitato di ammirare in passerella un capo che mai avremmo pensato di poter indossare nella vita di tutti i giorni? E quante volte quel determinato capo o accessorio è diventato poi protagonista di meme? Quante altre volte, invece, un capo d’alta moda è piaciuto così tanto da ottenere rivisitazioni anche low cost? Talvolta alcuni esperimenti possono dare vita a situazioni divertenti e stravaganti che fanno sorridere anche i più seri esperti di moda. Scopriamoli insieme!
Moda sbagliata in passerella: così nascono i meme!

Avete mai sentito parlare dei meme della moda? Questo fenomeno ogni anno in realtà si rimpolpa proprio perché trae spunto da quanto avvistato in passerella. Complici anche le Fashion Week che a cadenza regolare coinvolgono il mondo intero, alcune case di moda si lasciano travolgere dall’entusiasmo e propongono talvolta idee tra abiti ed accessori che alcuni potrebbero reputare bizzarri e addirittura eccessivi, insomma poco pratici da indossare tutti i giorni e persino per le grandi occasioni. Ma ciò non significa che siano idee sbagliate. Spesso, anche grazie alle Fashion Week, le case di moda propongono look audaci destinati a far parlare di sé, addirittura stimolando una fetta di meme. Pensiamo ad esempio alla Milano Fashion Week del 2022, con Moschino che ha puntato ad una moda gonfiabile. Tra materassini, braccioli e salvagenti, la sua collezione ha trasformato le sue modelle in sirene ed è diventato prontamente oggetto di discussione sul web. Ed è subito meme!
Quando si parla di tendenze bizzarre

Quante tendenze potremmo definire bizzarre? Ma, in fondo, chi siamo noi per dire cos’è bizzarro? La moda segue spesso strade alternative e spesso trasforma in tendenze accessori e capi che mai avremmo creduto possibili. Tra gli accessori più particolari avvistati negli ultimi anni potremmo menzionare la Baguette di Fendi. E no, non ci riferiamo all’iconica borsa la cui forma ricorda esattamente il pane francese, ma ad altri accessori che ne replicano la forma in tutto e per tutto. Alla Milano Fashion Week per la collezione Uomo, ad esempio, Fendi ha rivisitato la sua iconica Baguette trasformandola in un portaombrello a tracolla.
Errori di design e designer

Tutti sbagliamo. Del resto, sbagliare è umano e gli stilisti, prima di rappresentare un determinato brand e concetto fashion, sono soprattutto esseri umani che cercano di soddisfare la propria inventiva. Per questo è facile che alcuni stilisti abbiano commesso errori nell'arco della propria carriera, alcuni più evidenti di altri. Ma quello che per alcuni è uno sbaglio per altri invece può essere un capolavoro. Pensiamo ad esempio a Donatella Versace, che ha fatto delle paillettes un tratto distintivo delle sue collezioni, seppur per questo più volte criticata. O ancora Victoria Beckham, oggi una stilista affermata presa di mira con critiche rivolte ai suoi capi aderenti e definiti poco pratici e all'insegna del comfort.
La moda è ispirazione, anche con la riproduzione di design famosi

Spesso i capi d’alta moda piacciono così tanto da spingere altri brand a replicarne il fascino, producendo capi a prezzi più contenuti. Non sempre il risultato è quello sperato, perché talvolta la somiglianza è vaga e poco convincente. Ma un esempio lampante che potremmo riportarvi riguarda il fenomeno del newspaper dress, indossato persino da Carrie Bradshaw in Sex and the City disegnato da John Galliano per Christian Dior per la collezione Autunno/Inverno 2000. È piaciuto così tanto da aver ispirato modelli molto simili anche low cost, come quello pensato da Zara.
Il rovescio della medaglia: se Ikea ispira Balenciaga

Avete presente la classica shopping bag messa a disposizione da Ikea? Robusta e rigorosamente blu, è presente in ogni suo store fisico e digitale. E se avesse ispirato persino Balenciaga a realizzare una bag ultra fashion per forma e colore? Soprannominata la Carry Shopper Bag, presentata con la collezione Uomo Primavera/Estate 2017, è stata prontamente associata dal popolo del web alla shopping bag di Ikea. E ha generato così tanta curiosità da spingere il brand svedese a commentare l’accaduto. Ai microfoni di Today, Ikea ha spiegato: “Siamo profondamente lusingati dalla somiglianza tra la borsa da viaggio di Balenciaga e l'iconica borsa azzurra a 99 centesimi. Nulla batte la versatilità di una grande borsa blu”.
Collaborazioni poco riuscite o sottovalutate

Le collaborazioni tra brand e designer sono spesso motivo di successo. Fondere la propria creatività può dare vita a mondi nuovi e la moda si nutre anche di questo mix. Può capitare, però, che talvolta queste collaborazioni non appaiano poi così riuscite, perché poco convincenti o semplicemente non comprese dal destinatario (quindi l’acquirente). Può capitare che il progetto non decolli perché la collezione non rispecchia esattamente lo stile di entrambe le realtà o perché penalizzata dalla frenesia del web. Un esempio è la collezione di Jean Paul Gaultier realizzata con OVS nel 2016. All’epoca il brand francese ha proposto capi in chiave versatile, ma la collezione non ha ricevuto la giusta notorietà.
L’unione fa sempre la forza nella moda?

La moda è costretta a rapportarsi con tantissime varie ed eventuali, motivo per cui non sempre una collaborazione ritenuta di punta riesce a soddisfare le necessità e le aspettative di entrambe le parti. Una collaborazione in quanto tale mette in gioco sempre il 50 e 50 delle parti coinvolte, che si tratti di due brand o di una grande casa di moda e un designer emergente. Quello che fa la differenza è saper trovare una chiave di lettura pensata per il target di riferimento. Pensiamo alla collezione Fendi e Versace, una collaborazione diventata virale partendo semplicemente dalla fusione di due grandi maison. O ancora la collezione che Harry Styles, dopo anni di sodalizio come testimonial, ha firmato con Gucci. In questo caso è anche il nome a generare aspettative diventando un biglietto da visita.
Pubblicità imbarazzanti e contestate


Le campagne pubblicitarie che hanno accompagnato prodotti glam hanno spesso lasciato il segno. Pensiamo a tutte le campagne pensate per profumi da Acqua di Giò di Armani al Light Blue di Dolce&Gabbana con lo sfondo dei Faraglioni di Capri. Talvolta, però, capita che le campagne pubblicitarie attirino l’attenzione per motivi sbagliati, perché reputate sbagliate o imbarazzanti. Pensiamo ad alcune campagne pubblicitarie realizzate da Tom Ford: provocatoria quella pensata nel 2007 per il suo profumo Tom Ford For Men, scattata da Terry Richardson e censurata in Italia, ma non nel Regno Unito dove ha acceso un forte dibattito. Così come quella pensata da CK Jeans nel 1995, scattata da Steven Meisel con modelli in pose ammiccanti.
Pubblicità che incuriosiscono: il caso Balenciaga

Il marketing svolge un ruolo importante se non fondamentale per un’attività di business e la moda non può farne a meno. Ecco perché spesso molte campagne pubblicitarie definite audaci sono frutto in realtà di un accurato studio e vogliono essere provocatorie per incuriosire. Gucci, Saint Laurent, Tom Ford: queste sono soltanto alcune realtà glam che negli anni hanno tentato questa strada realizzando delle campagne talvolta anche censurate. Un esempio più recente è quanto accaduto invece a Balenciaga nel 2022. La casa di moda ha ritirato rapidamente la sua campagna natalizia dopo aver indispettito il web. Cos’è successo? La campagna Balenciaga Gift Shop coinvolgeva bambini che abbracciavano orsacchiotti con catene e cinghie per promuovere anche la sezione design per la casa del brand. La scelta, però, non è piaciuta al popolo del web e le proteste hanno spinto Balenciaga a ritirare la campagna e chiedere scusa. Via Instagram, Balenciaga ha puntualizzato: “Ci scusiamo con quanti si siano sentiti offesi dalla nostra holiday campaign. Abbiamo rimosso la campagna da tutte le nostre piattaforme. Lo zainetto Push Bear non avrebbe mai dovuto essere ritratto tra le mani di un bambino”.
Tendenze di moda discutibili

Talvolta le tendenze moda possono accendere il dibattito perché non esattamente approvate da tutti. Uno dei trend più recenti, ma dimostrato praticabile anche sul red carpet, arriva dalla Paris Fashion Week. Qualcuno ricorderà l’abito innovativo proposto da Viktor&Rolf, con abiti che si sdoppiano e si capovolgono persino. Abiti da principessa, ma versatili e che sembrano uscire dal corpo, ricordando persino i bug di giochi come The Sims. Ma in questo caso è tutto vero e gli abiti sono piaciuti così tanto da arrivare anche sul red carpet del Festival di Cannes.
Il fenomeno Kim Kardashian

Quando parliamo di trend provocatori è facile riallacciarsi al fenomeno in ascesa di Kim Kardashian. Diventata un punto di riferimento nel panorama fashion mondiale, l’imprenditrice ed influencer più seguita d’America negli anni ha collezionato diversi look per molti discutibili e di difficile gestione, come ad esempio il look Balenciaga indossato al Met Gala con il volto completamente oscurato. La Kardashian è molto legata al brand e ne ha indossati, nel tempo, look particolari e audaci con la sua firma. Ed è proprio audace che definiremmo il suo look al Met Gala 2022, con indosso un vero abito del repertorio di Marilyn Monroe, una scelta che non è piaciuta agli esperti perché ha messo a rischio il look vintage di una star del cinema.
Design di calzature improbabili

Giù le mani da quella scarpa!, una frase ad effetto perfettamente calzante (perdonate il gioco di parole) che potrebbe essere interpretata secondo varie declinazioni. Se c’è chi di scarpe non può farne proprio a meno, affetto dalla malattia di Carrie Bradshaw in Sex and the City, c’è anche chi apprezza l’esperimento anche quando difficile da sfruttare se non in passerella. Tra i design di calzature diventati virali negli ultimi anni non potremmo che menzionare le Crocs, che hanno tentato spesso di fondersi con altre proposte. Il 2021, ad esempio, è stato l’anno della collaborazione con Balenciaga e dalla loro fusione sono nate delle calzature innovative: la classica ciabatta Crocs, ma con tacco, disponibile in vari colori e rigorosamente in gomma. O ancora un altro design recente che punta al volume ed è diventato hot topic sui social sono gli Astro Boots di MSCHF, che in totale pesano 4 Kg e ricordano una versione cartoon. Belli sì, ma forse non così tanto pratici? E c’è chi ricorderà persino le Frog Shoes proposte da JW Anderson durante la Milano Fashion Week.
I look bizzarri al Met Gala

Il Met Gala offre ampia libertà d'interpretazione del tema che cambia di edizione in edizione. Ed è proprio sul red carpet newyorkese che molte star lanciano i trend più bizzarri. Pensiamo a Katy Perry, che più volte ha sorpreso i presenti con i suoi look provocatori. Nel 2021, ad esempio, ha scelto un abito-lampadario tempestato di cristalli firmato Moschino. O ancora Jared Leto, nel 2019, con un look di Gucci e premuta contro il fianco la replica della sua testa. E anche Sarah Jessica Parker nel suo abito in oro stile Royal di Dolce&Gabbana Alta Moda.
Look da passerella poco adatti al quotidiano

Immaginate di passeggiare per strada e di incontrare un passante che stringe contro il petto la riproduzione della sua testa. Può sembrare un input di trama fantascientifica, ma è quanto mostrato da Gucci in passerella per la sua collezione Autunno/Inverno 2018/2019. La modella sfila con la riproduzione della sua testa ben stretta contro il petto ed è stata definita “una testa a porter”. La recente Fashion Week parigina invece ha acceso il dibattito sui look mostrati da Schiaparelli, che ha proposto repliche (finte) di animali come pezzo forte dei propri abiti. Indossati da Kylie Jenner e Irina Shayk in passerella, gli abiti realizzati da Daniel Roseberry hanno proposto leoni, tigri e pantere realizzati con mani artigiane. Belli da guardare e molto realistici, ma probabilmente poco funzionali per occasioni più comuni. Ed è sempre per Schiaparelli che alla Fashion Week Doja Cat ha proposto un look alquanto bizzarro e scomodo, poiché rivestita di cristalli (ben 30mila su viso, collo e spalle).
Moda futuristica

Anche la tecnologia ha un impatto sulla modo che sembra seguire sempre più l'appeal futuristico. L'ha dimostrato anche Bella Hadid, che durante la Paris Fashion Week è apparsa sul palcoscenico per lasciarsi avvolgere da un abito realizzato sul momento di Coperni. Il suo abito spray è diventato rapidamente virale, ma è soltanto uno dei tanti esempi che potremmo riportare per spiegare in che modo anche il campo fashion guarda al futuro. Dior, ad esempio, ha impostato la collezione Prefall 2023 maschile su un'impronta retrò futurista.



