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Calcio e Politica: l’influenza dello sport sulla scena politica italiana

La relazione tra politici e calcio in Italia è stata spesso molto stretta e complessa nel corso degli anni. Ancora oggi si discute di questo aspetto. Anzi, si dà per scontato che i politici non possano fare a meno di compiacere i tifosi di calcio, cioè la gran parte degli italiani, per non perdere il loro consenso alle elezioni, o mantenere promesse fatte al mondo dello sport in campagna elettorale. Anche per questo, se è vero che nel corso degli ultimi anni si sono fatti passi in avanti nel contenimento della violenza allo stadio, resta comunque quasi impossibile che in Italia si regoli una questione così spinosa. Con provvedimenti drastici e senza compromessi come avvenne in Inghilterra già alcuni decenni fa. Manca, e forse mancherà anche in futuro, la volontà politica di farlo. Ecco di seguito alcune delle principali interazioni tra politici e calcio in Italia.
Politici come tifosi appassionati
Molti politici italiani sono noti per essere appassionati tifosi di squadre di calcio. Questa passione spesso influisce sulla loro identità pubblica e sulla loro connessione con gli elettori. Ad esempio, l'ex primo ministro e fondatore di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha posseduto a lungo il Milan. Dal 1986 al 2017 è stato proprietario dell’A. C. Milan, del quale è stato anche presidente, sostenuto dal fedelissimo Adriano Galliani. Sotto la sua gestione il club ha vinto tutto: scudetto, Champions e vari altri trofei nazionali e internazionali. Venduto il club, Berlusconi, ancora con Galliani, ha realizzato un’altra impresa: portare il Monza in Serie A. Ai funerali dell'ex premier, il 14 giugno 2023, partecipati da 10mila persone, c'erano moltissimi tifosi milanisti che all'uscita del feretro, dopo la cerimonia, hanno intonato cori e slogan per ricordarlo. Del resto Forza Italia era lo slogan calcistico della Nazionale che Berlusconi trasformò nel nome del suo partito, il primo partito personale nato in Italia (negli Anni Novanta).



