Stile di Vita
Semplici modi per ridurre la tua impronta ecologica

Il rispetto e l'attenzione verso il Pianeta sono fondamentali al fine di garantire la sopravvivenza di tutti gli esseri viventi sulla Terra, essere umano compreso. A tal proposito, ridurre la propria impronta ecologica è un obiettivo importante per contribuire alla sostenibilità ambientale e alla salvaguardia. Partire dai piccoli gesti è il primo passo utile che tutti possono compiere con semplicità e allo stesso tempo apportare grande benefici. Al primo posto tra le buone abitudini per uno stile di vita più sostenibile si può inserire il risparmio energetico. Tra le pratiche semplici ma molto importanti, in tal senso: spegnere luci, elettrodomestici e dispositivi elettronici quando non sono in uso. A questo si aggiunge la scelta di optare per lampadine a basso consumo o a LED. E sempre nel campo dell'energia, una pratica sostenibile può essere, sicuramente, investire in elettrodomestici energeticamente efficienti.
Ridurre l'impronta ecologica utilizzando mezzi di trasporto sostenibili

Tra le pratiche che aiutano a ridurre l'impronta ambientale, che ognuno è in grado di generare, sicuramente anche la mobilità sostenibile. Sono diversi i paesi nel mondo che stanno vertendo sempre di più in investimenti rivolti a questo comparto. Crescono i servizi di car sharing, così come il noleggio di monopattini e biciclette, non solo nelle capitali ma anche in città di dimensioni più contenute. Ed in tal senso è anche importante sottolineare come l'utilizzo di mezzi pubblici (il treno in assoluto risulta il meno inquinante) o di mezzi di trasporto a basso o nullo impatto (la bicicletta, per riportare l'esempio più rappresentativo) sia di grande beneficio per l'ambiente. Basti pensare che una singola vettura, che emette circa 100 g di CO2 al Km percorrendo 10mila chilometri all'anno, è responsabile dell'emissione di 1.000 Kg di anidride carbonica ogni anno. Nel caso in cui lo spostamento in auto risulta necessario optare, almeno, per una guida dolce e regolare.
Ridurre i rifiuti

Un modo concreto e pratico con il quale si può senza dubbio ridurre la propria impronta ecologica sull'ambiente è relativo ai rifiuti e alla loro riduzione. Il primo passo in tal senso è il riciclo e il riuso dei materiali quando possibile. In secondo luogo, sicuramente la riduzione di oggetti o contenitori monouso è un ottimo presupposto per inquinare meno e salvaguardare il Pianeta. In merito a questo secondo aspetto vale la pena di sottolineare che anche l'Italia, tra i Paesi che hanno adottato questa misura, ha vietato l'utilizzo di plastica monouso a partire dal 14 gennaio 2022. Infine, per evitare una produzione eccessiva di rifiuti scegliere, laddove è possibile, prodotti che si possono acquistare in maniera sfusa e che possono prevedere, quindi, il riutilizzo di uno stesso contenitore.
Risparmio idrico

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni individuo dovrebbe avere l'accesso ad almeno 50 litri di acqua al giorno per rispondere al proprio fabbisogno. L'acqua è, oltre che un diritto, un bene primario di cui, però, una buona parte della popolazione mondiale non dispone. Non a caso, garantire disponibilità e gestione sostenibile di acqua e servizi igienici per tutti è il 6° Obiettivo dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Ma considerato che la gestione e la distribuzione di acqua non si legano solo a fattori di disponibilità, ma anche a situazione economiche e politiche, iniziare dai piccoli gesti quotidiani potrebbe essere un ottimo punto di partenza per il risparmio idrico. Cosa si può fare? Riparare eventuali perdite d'acqua in casa, per esempio, oppure utilizzare dispositivi a risparmio idrico, come rubinetti e docce a basso flusso. Ed ancora, non sprecare l'acqua quando ci si lava i denti o ci si fa la doccia (una sola doccia 'non moderata' potrebbe consumare anche 60 litri di acqua).
Scelte alimentari sostenibili

Uno stile di vita sostenibile passa anche per la tavola. A tal proposito è importante pensare in maniera responsabile ai prodotti alimentari che si scelgono di consumare. Cibi locali o a km zero, per esempio, che riducono le emissioni relative ai trasporti. Poi anche prodotti stagionali che evitano l'impiego di concimi chimici capaci di produrre inquinamento e il pericoloso effetto serra. Per ridurre la propria impronta ecologica sull'ambiente, inoltre, è importante ridurre al minino gli sprechi alimentari, quest'ultimi riducibili con liste della spesa responsabili ed organizzate, con la giusta conservazione dei cibi (e degli avanzi) e con l'utilizzo di ogni parte commestibile del prodotto alimentare scelto. Per esempio, prima di buttare l'intero gambo di un cavolo o la buccia di una patata chiediamoci se questi possono essere impiegati in originali ricette culinarie eco-friendly e ovviamente sane.
Consumo responsabile per ridurre l'impronta ecologica

Tra le scelte sostenibili, che proteggono l'ambiente riducendo l'impronta che le azioni quotidiani possono avere su di esso, vi è anche il consumo responsabile. A fronte di un consumismo sfrenato che porta spesso ad acquisti tanto impulsivi quanto inutili, è sempre più consigliabile optare per prodotti di alta qualità e durevoli. Questo aspetto, in particolare, si può ritenere fortemente collegato anche alla produzione di rifiuti. Infatti, un prodotto troppo di bassa qualità potrebbe essere destinato a deteriorarsi prima e quindi trasformarsi, ben presto, in un rifiuto. Per consumo responsabile, si intende in generale l'impiego di prodotti creati con materiali riciclati o riciclabili, di prodotti che provengono da processi produttivi poco inquinanti e/o che facciano uso di energie rinnovabili, ma anche prodotti che derivano da condizioni di lavoro eque ed adeguate e che rispettino dunque la manodopera e i lavoratori (presupposto indispensabile in ogni azione che si possa definire sostenibile).
Educazione e sensibilizzazione

Per sostenere una causa è importante tenersi costantemente aggiornati ed informati e questo vale, ovviamente, anche per tutto quello che concerne l'ambiente. A tal proposito, dunque, è fondamentale informarsi sulle questioni ambientali e condividere le informazioni anche con gli altri, per fare in modo che si inneschi e si mantenga vivo un processo di sensibilizzazione attivo. Partire dall'educazione nelle scuole e nei corsi di formazione, fino ad arrivare alla partecipazione ad attività di volontariato o ad iniziative adottate e promosse dalle organizzazioni ambientali rientra tra i metodi più efficaci per venire a contatto con le problematiche che affliggono il Pianeta, partendo dalle realtà locali fino ad arrivare alle dinamiche di carattere mondiale. E per questo solo attraverso la conoscenza, specialmente se diretta, si possono mettere in pratica azioni che promuovano la sostenibilità.
Crescita verde

Tra le azioni che fanno bene alla salute dell'ambiente, ma anche alla nostra, la coltivazioni di piante in casa che sono in grado di migliorare la qualità dell'aria. Le piante sono la fonte primaria di ossigeno e quindi di vita, non a caso le foreste sono considerate i 'polmoni verdi' della Terra, perché assorbendo anidride carbonica la restituiscono sotto forma di ossigeno vitale. Tuttavia, ad oggi la deforestazione è una delle piaghe che più affligge il Pianeta, per questo, al fine di rendere la propria impronta ecologica positiva, è importante anche aderire a progetti di riforestazione. Sono tante le organizzazioni e associazioni che lavorano in questo senso con iniziative benefiche rivolte alla natura. E come sempre, anche in questo caso, partire dalle realtà locali è sempre un ottimo punto d'avvio.
Lo smart-working

Adottato sempre da più aziende, anche il lavoro da remoto è una grande risorsa per il benessere dell'ambiente. Infatti, lavorare da casa evita gli spostamenti e di conseguenza le emissioni di gas serra legati ad essi. Il potenziale dello smart-working rispetto alla riduzione della propria impronta ecologica non è, quindi, trascurabile e merita di essere considerato. Come sostiene uno studio condotto da Enea, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, il lavoro da remoto riduce, in media, la mobilità quotidiana di circa un'ora e mezza a persona, per un totale di 46 milioni di km evitati. Secondo le previsioni riportate anche da Nfon, Enea avrebbe anche ipotizzato che lo smart-working, in termini di emissioni, potrebbe ridurre circa 950 tonnellate di combustibile, oltre a una riduzione di oltre 2,8 milioni di tonnellate di CO2, di 550 tonnellate di polveri sottili e di 8mila tonnellate di ossidi di azoto entro il 2030. Aspetti che, senza dubbio, avrebbero un impatto positivo sulla qualità della vita e sulla salute della popolazione.



