Stile di Vita
Moda per tutti: abbigliamento inclusivo per ogni tipo di corpo

Il concetto di moda inclusiva rappresenta una significativa apertura nell'industria della moda verso una maggiore diversità: ecco in che modo. Tale approccio si concentra sulla creazione di un abbigliamento accessibile e che si renda anche valorizzante per individui di tutte le forme, dimensioni e capacità fisiche. Soprattutto negli ultimi anni, grazie alle numerose campagne incentrate sul concetto di body positivity, l'industria della moda, da sempre molto elitaria, ha aperto anche alle diverse tipologie fisiche, attuando campagne di sensibilizzazione ed estendendo il suo campo d'azione su un campionario più vasto di taglie. Tale approccio nel design della moda mira a soddisfare un'ampia gamma di clienti, riconoscendo la varietà di tipi di corpo che esistono e l'importanza che ognuno si senta rappresentato e a proprio agio in ciò che indossa. Di seguito, ecco quali sono gli effetti e i modi in cui l'industria si è ingegnata in tal senso.
Cosa comporta la moda inclusiva: gli effetti

L'abbattimento di diversi tabù, connesso alla proliferazione di numerose campagne incentrate sul concetto di body positivity, ha permesso la diffusione della cosiddetta moda inclusiva. Tale dicitura indica l'apertura, da parte dell'industria, verso le diverse tipologie fisiche, che non si conformano agli ideali - spesso irrealistici e malsani - propinati costantemente sulle riviste patinate, i quali spingono anche a metodi malsani per il loro raggiungimento. Questa tendenza, che ha preso progressivamente piede negli ultimi anni, ha comportato diversi effetti.
Ad esempio, le taglie estese: Offrire una gamma di taglie più ampia rispetto allo spettro tradizionale. Abbigliamento adattivo: Progettare capi di abbigliamento per persone con disabilità o problemi di mobilità, caratterizzati da elementi come chiusure magnetiche, orli regolabili o cerniere utilizzabili con una sola mano. Rappresentazione diversificata: Utilizzare modelli di diversi tipi di corpo, età, etnie e capacità in marketing e sfilate di moda. Comfort e funzionalità: Concentrarsi su materiali confortevoli e design pratici che si adattano a diverse forme del corpo e necessità. Positività del corpo: Promuovere una immagine positiva del corpo e sfidare le norme sociali riguardo la bellezza e gli standard del corpo.
La "moda per tutti"

Negli ultimi anni, l'industria della moda ha intrapreso un viaggio rivoluzionario, spostando il suo focus dalla creazione di tendenze esclusive a un approccio più inclusivo. "Moda per tutti" non è solo un motto, ma una filosofia che abbraccia la diversità di ogni forma del corpo, promuovendo l'abbigliamento accessibile a tutti. Il concetto fondamentale di "moda per tutti" estende difatti la necessità, da parte dell'industria e - dunque - dei grandi brand di creare dei capi che siano glamour per tutte le tipologie fisiche. Ciò risponde, dunque, all'esigenza palesata da chi, per diverse ragioni, non rientra nelle taglie standardizzate, legittimando in prima istanza il rispettivo disagio e aprendosi a una soluzione, il più adattiva possibile.
Il bisogno di inclusività

Per decenni, la moda è stata dominata da standard irrealistici di bellezza, marginalizzando chi non si adattava a questi ideali. Chiunque non rientrasse nei canoni prestabiliti - suscettibili a cambiamenti, nel corso della storia umana - si è trovato dunque delegittimato delle richieste e, di conseguenza, dinanzi a una scelta di vestiario ben più ristretta. Tutto ciò ha comportato un divario nel mercato dell'abbigliamento, lasciando molte persone senza opzioni adatte o alla moda.
Se l'abbigliamento è anche un modo per esprimere la propria personalità e identità, in molti sono stati privati di questa funzione "sociale", per via della mancata copertura di taglie adatte alle diverse tipologie fisiche da parte di diversi brand. L'esigenza di cambiamento è stata, dunque, guidata non solo dai consumatori ma anche da attivisti e designer progressisti e, a oggi, ha permesso una maggiore apertura da parte dell'industria della moda. Un'industria che, oggi, continua a mantenere a lavorare verso una maggiore inclusività.
L'adattamento dell'industria

Rispondendo a questa richiesta, ne consegue che numerosi brand abbiano iniziato a espandere le loro collezioni per includere taglie più ampie, oltre a presentare campagne pubblicitarie con modelli di diverse dimensioni, età e abilità. Oltre all'inclusione nei negozi, infatti, molte case di moda hanno compreso che, per un'apertura a 360°, bisognasse attuare un'adeguata strategia comunicativa che non lasciasse fuori nessuno, parlando a tutti e tutte e, soprattutto, mostrando tutti e tutte. Alcune maison hanno, inoltre, sviluppato linee di abbigliamento adattivo, progettate per persone con disabilità, che presentano caratteristiche come chiusure magnetiche o cerniere facilmente manovrabili. Un modo per coniugare esigenze pragmatiche con un gusto prettamente estetico.
L'importanza della rappresentazione

La rappresentazione gioca un ruolo cruciale in questo movimento. Vedere modelli che riflettono la diversità del mondo reale non solo aumenta l'autostima dei consumatori ma normalizza tutte le forme del corpo nella società. Questo passo avanti nella moda è un potente promemoria che la bellezza e lo stile non sono limitati da dimensioni o forme predefinite. Fino ad alcuni anni prima, come si era detto, il mondo della moda è stato fortemente elitario.
Entrare a far parte dell'industria richiedeva, infatti, l'aderenza a stringenti requisiti fisici che, nel corso degli ultimi anni sono andati sempre più sfumando, fino alla rottura di diversi tabù. Un caso esemplare è rappresentato, ad esempio, da Jamie Brewer, attrice nota per le sue interpretazioni nella serie antologica American Horror Story, divenuta nel 2015 la prima modella con Sindrome di Down a sfilare alla New York Fashion Week nel 2015. Un importante precedente che arricchisce ulteriormente i paradigmi rappresentativi da parte dell'industria della moda.
Oltre la taglia
L'abbigliamento inclusivo non si ferma alle taglie. Si tratta anche di considerare le diverse esigenze funzionali. Per esempio, capi progettati per facilitare l'uso da parte di persone in sedia a rotelle o con diversi gradi di mobilità. Questo approccio funzionale ed estetico insieme contribuisce a una maggiore autonomia e fiducia in se stessi. La sfida da parte dell'industria della moda, in tal senso, consiste nel riuscire a coniugare esigenze funzionali a necessità estetiche. Oltre a permettere alle persone con richieste specifiche di poter agire con maggiore autonomia, dunque, i capi pensati ad hoc possono conferire a quella necessità di avere un aspetto più personale e ricercato, insita in ciascuno di noi.
In conclusione
Insomma, tirando le somme, si può dire che il concetto di "moda per tutti" sia più di una "semplice" tendenza. Si tratta, difatti, di un cambiamento culturale nella moda. Questo movimento non solo aumenta le opzioni di abbigliamento per una più ampia demografia ma sfida anche le norme sociali, promuovendo l'uguaglianza e l'accettazione. Mentre l'industria continua ad evolversi, il messaggio rimane chiaro: la moda dovrebbe essere accessibile, rappresentativa e celebrativa di ogni individuo. Negli ultimi anni, il mercato della moda ha compiuto passi da gigante verso questa direzione, affidando l'immagine delle proprie campagne promozionali anche a bellezze non ritenute convenzionali.
L'inclusività passa difatti attraverso la rottura degli stereotipi stringenti, da un lato, e l'apertura verso le diverse forme di bellezza che la natura ha da offrire. In tal senso, l'esposizione di modelli non convenzionali consente di legittimare e rappresentare i diversi modi di essere, rendendo il mercato dei vestiti un mondo non più elitario, bensì plurale. Un mondo alla portata di tutti e tutte e che, soprattutto, sia in grado di rispecchiare tutti e tutte.



