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Perché baciare il tuo cane può essere pericolosissimo: il batterio killer

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Li baciamo, li stringiamo, ci giochiamo, lasciamo che ci lecchino e ci facciamo anche morsicchiare: ai nostri amici a quattro zampe concediamo tutto, perché la nostro felicità passa anche da questi momenti qui.
Spesso tendiamo ad accettare che il nostro cane ci morda durante la fase di gioco. Piccoli e innocenti punzecchiature che non fanno altro che solleticare e aumentare il piacere del gioco in quel determinato momento. In realtà, tali azioni potrebbero essere dannosissime per la nostra salute.

I gravi danni che può causare la saliva del nostro cane

È ormai noto che la saliva del cane sia ricchissima di batteri, motivo per cui la detersione e la disinfezione sono fondamentali nei momenti successivi a tali pratiche, ma in pochi sanno che un morso potrebbe essere fatale. Nella saliva dei nostri amici pelosi, infatti, è presente il Capnopcytophaga canimorsus, un batterio diffuso in tutto il mondo e classificato per la prima volta nel 1989 dal Center for Diseases Control.
I suoi effetti sul nostro organismo sono stati registrati per la prima volta nel 1961, ma negli ultimi anni sembrano essere in aumento.

Fonte: Tik Tok

Presente nella saliva sia di cani che di gatti, il Capnopcytophaga canimorsus può causare gravi infezioni nell’essere umano come: sepsi, cancrena delle estremità, meningite, endocardite, infezioni oculari, osteomieliti, peritoniti, polmoniti, artriti settiche. Tali ripercussioni si manifestano nella maggior parte dei casi in seguito a morsi, mentre la probabilità di incappare in danni ingenti attraverso il leccamento o i graffi sono molto basse. Rara anche la possibilità di infezione da parte di morso del gatto, circa il 3%.

L’infezione

Dopo il morso, l’incubazione è piuttosto breve. Si va dai 3 ai 7 giorni, a seconda del tipo di infezione: le forme settiche hanno una manifestazione e un decorso molto rapido e spesso fatale, mentre altre tipologie hanno gestazioni più lunghe (circa 7 giorni) e a loro volta una mortalità minore.

I fattori che favoriscono l’infezione

I fattori che favoriscono l’infezione sono splenectomia, alcolismo e deficit immunitari legati a problemi linfocitari di tipo T, in individui prevalentemente di sesso maschile sopra ai 50 anni. Nella maggior parte dei casi, infatti, le persone incappate in tale batterio sono over 50 con problematiche riguardanti il sistema immunitario. Questo però non esclude casi in cui l’infezioni si è presentata in forma grave in soggetti sani. È il caso di Greg, proprietario di un pitbull, che a causa di una leccata del suo cane ha perso le gambe. Per lui, infatti, è stata necessaria l’amputazione a causa di uno stato di cancrena cui è andato incontro il suo organismo dopo una normale seduta di gioco con il proprio animale.

Cosa dicono gli esperti

Il caso di Greg è un evento raro, avvenuto in un Paese (gli Stati Uniti) in cui ogni anno sono soltanto una decina le persone che riscontrano problematiche gravi. In Italia, per fortuna, i numeri sono ancora inferiori, con circa una persona l’anno colpita così violentemente da portare all’amputazione degli arti. Vista la bassa fatalità, i medici tengono a tranquillizzare e a evidenziare la rarità dell’evento: «Il batterio può trasmettersi mediante un morso o più di rado con il contatto ma tende a non causare nulla, se non forme di malattia molto lieve come sindromi influenzali – informa Nicola Decaro, professore di malattie infettive degli animali dell’Università di Bari – Solo in rarissimi casi può dare setticemie gravi ma in genere in persone immuno-compromesse o con deficit immunologici su base genetica».

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