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Animali

“Il gioco del morto”: la tattica degli animali nell’arte della sopravvivenza

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Animali e sopravvivenza

Nel vasto e imperscrutabile teatro della natura e degli animali, la sopravvivenza è l'arte suprema e la spinta motrice che porta ad agire ed adattarsi al mondo circostante. Ed in questo contesto, osservando le tante strategie adoperate dagli esseri viventi per sopravvivere ed assicurarsi un nuovo giorno di vita, una delle tattiche più affascinanti ed ingegnose è sicuramente quella che si può definire come: 'il gioco del morto'. Questa strategia, impiegata da una varietà di specie che compongono il regno animale, consiste in una particolare tecnica di mimetismo che, piuttosto che confondersi con l'ambiente circostante, porta l'animale a mimare la morte per evitare predatori o situazioni minacciose, un fenomeno noto anche come tanatosi.

Cos'è la tanatosi

Dal greco antico: "thánatos (θάνατος)", ovvero "morte", con tanatosi si intende un comportamento di difesa diffuso soprattutto negli insetti, ma adoperato anche da altri animali per la sopravvivenza. In sostanza, consiste nella simulazione di uno stato di morte apparente con sospensione totale dei movimenti, esposizione (talvolta) delle parti ventrali e bocca aperta. Si manifesta quando la distanza da un predatore, che si nutre solo di prede vive, è talmente ravvicinata da non permettere la fuga. Da questo punto di vista, la tanatosi non è solamente un atto di resa passiva, è invece una sofisticata strategia di sopravvivenza che sfrutta il comportamento dei predatori. Molti predatori, infatti, sono riluttanti ad alimentarsi di carcasse per paura di malattie o di carne avariata. Pertanto, l'atto di 'fare il morto' può effettivamente disincentivare un attacco.

Animali e sopravvivenza tramite la tanatosi

Serpente tanatosi
Serpente in tanatosi - VelvetCommunity

Tra i tanti animali che per la sopravvivenza adoperano la strategia della tanatosi ci sono, ad esempio, gli oppossum. Questi mammiferi simulano la morte quando si sentono minacciati, cadendo in uno stato catatonico che può durare da alcuni minuti a diverse ore. Questa performance è talmente convincente da ingannare non solo i predatori ma spesso anche gli esseri umani. Un altro esempio sono alcune specie di ragni che cadono rigidamente a terra e rimangono immobili quando percepiscono una minaccia, rendendosi meno appetibili agli occhi dei predatori. Ancora, anche certi serpenti, come il serpente Hognose dell'America del Nord, si capovolgono mostrando la pancia bianca e lasciando pendere la lingua, simulando la morte in modo teatrale.

Implicazioni evolutive e adattamenti

Un aspetto interessante che vale la pena di sottolineare osservando la tanatosi è che l'efficacia de 'il gioco del morto', come strategia di sopravvivenza, suggerisce un'interessante co-evoluzione tra predatori e prede. La capacità di discernere tra preda morta e viva deve aver esercitato una pressione selettiva sui predatori, spingendoli verso una maggiore cautela. Allo stesso tempo, le specie che adottano la tanatosi hanno affinato questa abilità, migliorando la loro performance per renderla il più realistica possibile. E proprio in merito a questo processo evolutivo, interessante sottolineare che, oltre all'immobilità, alcune specie rendono la loro morte apparente maggiormente convincente anche con la secrezione di odori (che imita la carne in decomposizione) o il rilassamento totale dei muscoli (per apparire più flaccidi).

Come sopravvivono cani e gatti

Cane e gatto
Cane e gatto domestici - VelvetCommunity

Aprendo una parentesi interessante su cani e gatti, animali domestici tra i più diffusi nelle case di tutto il mondo, è utile notare che anche i pets hanno delle strategie precise di sopravvivenza. E, benché oggi siano per la maggior parte animali domestici, hanno ereditato e conservato alcuni istinti e comportamenti che risalgono ai loro antenati selvatici. In questo caso, anche questi animali possono adoperare per esempio la strategia della mimetizzazione, o comunque la capacità di nascondersi alla vista per cacciare o evitare predatori, che si presenta in svariate forme. In generale, la mimetizzazione in cani e gatti domestici si manifesta in modi diversi rispetto agli animali selvatici, e questo è dovuto sia alla loro evoluzione con gli esseri umani sia alla diversità delle razze che hanno caratteristiche fisiche uniche.

Mimetismo e tattiche di caccia nei cani

Partendo dai cani, discendenti dei lupi, è bene precisare che non si affidano principalmente alla mimetizzazione per la caccia o la difesa. La loro strategia ancestrale era basata più sul lavoro di squadra e sulla resistenza nella caccia. Tuttavia, alcuni comportamenti e caratteristiche possono essere interpretati come forme rudimentali di mimetizzazione. E a tal proposito si può evidenziare come alcune razze di cani hanno mantelli che possono mimetizzarsi con l'ambiente circostante. Ad esempio, un cane con un mantello sabbia può essere meno visibile in un campo arido o in una spiaggia. Inoltre, anche se non è strettamente mimetizzazione, alcuni cani usano tattiche di avvicinamento silenzioso e movimenti furtivi per avvicinarsi alla preda, allo stesso modo in cui farebbero i loro antenati selvatici.

Mimetismo fisico nel regno dei gatti

Gatto del Bengala
Gatto del Bengala (esempio di mimetismo fisico) - VelvetCommunity

A differenza dei cani, i gatti sono invece predatori solitari che si affidano fortemente alla mimetizzazione per cacciare. La loro capacità di nascondersi e di fare agguati è ben documentata, sia nei grandi felini che nei piccoli gatti domestici. Si osserva dunque la mimetizzazione fisica, ovvero la presenza nei gatti di mantelli che spesso riflettono l'ambiente naturale dei loro antenati selvatici (e che ancora oggi sono presenti anche nei grandi felini che vivono ambienti selvatici, come tigri, leopardi, ghepardi...). I colori e le tipologie del loro pelo, come le strisce, le macchie o il colore solido, possono aiutare a nascondersi tra l'erba, sotto gli arbusti o nell'ombra mentre stanno in agguato prima di acciuffare la preda.

Mimetismo di attacco e difesa nei mici domestici

Restando sempre nell'affascinante mondo dei gatti è interessante notare anche il loro comportamento d'agguato. E qui si può osservare come i felini domestici, infatti, mostrano spesso comportamenti di agguato che implicano l'uso della mimetizzazione. Si nascondono dietro oggetti o si appiattiscono sul terreno, movendosi lentamente e silenziosamente prima di saltare sulla loro 'preda', che può essere un giocattolo, un insetto o un piccolo animale. E tornando sempre al tema principe legato agli animali e alle strategie di sopravvivenza, è interessante sottolineare che anche le posizioni che i gatti adottano quando riposano o dormono possono riflettere un istinto di mimetizzazione. Spesso cercano luoghi nascosti, angusti o elevati dove si sentono sicuri e sono meno visibili.

Animali e sopravvivenza: origini ancestrali

Lupo
Lupo, animale selvatico - VelvetCommunity

Come può risultare evidente, nonostante la mimetizzazione in cani e gatti domestici non è così pronunciata o necessaria per la sopravvivenza come negli animali selvatici, le tracce di questi comportamenti ancestrali rimangono. Dunque, si può osservare che nei cani la mimetizzazione è meno evidente e più legata al comportamento di caccia collettiva. Nei gatti, invece, la mimetizzazione è una componente chiave del loro comportamento predatorio, evidenziata sia nella loro fisicità sia nei loro comportamenti di agguato e di riposo. Questi comportamenti, anche se spesso vengono visualizzati in contesti domestici giocosi o quotidiani, ricordano le origini selvagge di tutti gli animali, compresi quelli domestici.

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