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Scienza

I disastri naturali con più vittime e conseguenze nel mondo e in Italia

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I disastri naturali rappresentano eventi catastrofici causati da processi della Terra che possono avere effetti devastanti sulla vita umana, le infrastrutture e l'ambiente. A livello globale, e in Italia in particolare, alcuni disastri hanno lasciato un'impronta indelebile nella storia. Non solamente per il numero di vittime ma anche per le profonde conseguenze sociali ed economiche che hanno lasciato sulle popolazioni e sull'ambiente naturale.

Disastri a Livello Mondiale

Il terremoto del Tangshan, Cina, 1976 è stato uno dei terremoti più mortali della storia moderna. Esiste una stima a tutt'oggi delle vittime perché non se ne conosce realmente il numero. È possibile che abbiano perduto la vita fra le 242mila e le 655mla persone. La città di Tangshan fu quasi completamente distrutta, e le operazioni di soccorso furono complicate dalla politica e dall'isolamento della Cina in quel periodo storico. Il grande paese asiatico si trovava infatti nell'ultima fase del maoismo e il regime comunista era quasi impermeabile all'ingresso di soccorritori occidentali o di altri paesi che volessero portare aiuto.

Ciclone Bhola, Bangladesh, 1970

Il più mortale ciclone tropicale mai registrato ha causato la morte di circa 500.000 persone. La sua devastazione ha contribuito a scatenare la guerra di liberazione del Bangladesh, così dimostrando come i disastri naturali possano avere impatti politici significativi. La guerra di liberazione del Bangladesh fu un conflitto armato che vide schierati Pakistan dell'est ed India contro Pakistan dell'ovest. La guerra diede origine alla secessione del Pakistan dell'est, che divenne il Bangladesh indipendente. Il conflitto scoppiò il 26 marzo 1971, quando l'esercito pakistano, in risposta alle proteste di piazza che chiedevano il rispetto della vittoria elettorale della Lega Awami (il partito nazionalista bengalese), lanciò un'operazione militare denominata "operazione Searchlight". Politici e società civile del Pakistan orientale annunciarono la dichiarazione di indipendenza del Bangladesh.

Terremoto e tsunami, Oceano Indiano, 2004

disastri naturali tsunami 2004
Foto X @anyunden

Fra i disastri peggiori della storia c'è anche, con oltre 230.000 vittime in 14 paesi, lo tsunami del 2004. A generarlo fu un terremoto sottomarino di magnitudo 9,1-9,3 è stato uno dei disastri naturali più mortali del XXI secolo. Questo evento tragico ha portato a un'ampia mobilitazione internazionale per lo sviluppo di sistemi di allerta per tsunami. Il maremoto che seguì il terremoto si manifestò attraverso una serie di onde alte fino a 15 metri, che hanno colpito vaste zone costiere dell'area asiatica tra i quindici minuti e le dieci ore successive al sisma. I maremoti hanno colpito e devastato parti delle regioni costiere dell'Indonesia, dello Sri Lanka, dell'India, della Thailandia, della Birmania, del Bangladesh e delle Maldive, giungendo a colpire le coste della Somalia e del Kenya, a oltre 4.500 km dall'epicentro del sisma. Si stima che delle 230.000 persone morte per questi eventi, un quarto, circa 50mila, sia stati bambini.

Il ciclone Daniel in Libia nel 2023

Nel settembre 2023 il ciclone tropicale mediterraneo Daniel, noto anche come tempesta o uragano Daniel, si è abbattuto sulla penisola balcanica e su alcuni paesi del Mar Mediterraneo. Ha colpito principalmente Bulgaria, Grecia, Egitto, Israele, Libia e Turchia, tra il 4 e il 12 settembre 2023. Per ciò che riguarda la Libia si è trattato di uno fra i peggiori disastri mai avvenuti. A livello dell'intera Africa continentale. Nella città portuale di Derna, almeno 6.000 persone sono state confermate morte dopo il crollo delle dighe Derna-Belad e Abu Mansour. Il crollo ha sprigionato circa 30 milioni di metri cubi d'acqua - equivalenti a 12.000 piscine olimpioniche - causando danni catastrofici in tutta l'area.

Disastri naturali in Italia

disastri naturali terremoto 1980 Italia
Foto X @poliziadistato

Per venire all'Italia c'è sicuramente da segnale il terremoto dell'Irpinia di domenica 23 novembre 1980. Questo sima di magnitudo 6,9 ha colpito alcune regioni del Sud Italia: Campania, Puglia, Basilicata. E ha causato circa 2.900 morti, 7.700 feriti e lasciando senza casa 300.000 persone. Il sisma ha evidenziato le carenze nelle normative edilizie antisismiche e nelle procedure di emergenza, portando a riforme significative. Di lì a qualche anno nacque infatti il sistema della odierna Protezione civile, che ebbe nel ministro democristiano Giuseppe Zamberletti il suo padre fondatore.

Le tre province maggiormente sinistrate sono state quelle di Avellino (103 comuni colpiti), Salerno (66) e Potenza (45). Trentasei comuni della fascia epicentrale hanno avuto circa 20.000 alloggi distrutti o irrecuperabili. In 244 comuni (non epicentrali) delle province di Avellino, Benevento, Caserta, Matera, Foggia, Napoli, Potenza e Salerno, altri 50.000 alloggi hanno subito danni da gravissimi a medio-gravi. Ulteriori 30.000 alloggi lo sono stati in maniera lieve.

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