Curiosità
Le stranezze accadute agli Oscar: premi inattesi e polemiche

Gli Oscar sono tra gli eventi più prestigiosi e attesi nell'industria cinematografica, spesso fonte di episodi inaspettati. Noti anche come Academy Awards, oltre a celebrare le eccellenze nel mondo del cinema, la cerimonia degli Oscar ha avuto la sua giusta dose di momenti inaspettati, premi controversi e polemiche che hanno sorpreso il pubblico e gli addetti ai lavori. Questi eventi hanno spesso alimentato dibattiti e discussioni, dimostrando che anche il palcoscenico più glamoroso può essere teatro di stranezze e controversie.
Premi inattesi: il caso di Shakespeare in Love

Uno degli episodi più discussi di sempre ha avuto luogo in occasione di quella che molti ritengono tra le peggiori edizioni dei Premi Oscar, ossia quella che ha avuto luogo nel 1999.Nel caso specifico, lo "scandalo" - da molti così definito - riguarda proprio la vittoria della categoria per il Miglior Film: Shakespeare in Love, al posto di Salvate il Soldato Ryan. La vittoria di Shakespeare in Love per il Miglior Film su Salvate il Soldato Ryan di Steven Spielberg è stata una delle più grandi sorprese nella storia degli Oscar, in grado di sollevare dubbi sull'influenza delle campagne promozionali nei risultati delle votazioni. Inoltre, il progetto nasceva come frutto di una produzione, tra gli altri, anche di Harvey Weinstein, il che lo rende uno dei titoli più controversi ad aver vinto l'ambita statuetta d'oro, al giorno d'oggi.
Roberto Benigni come Miglior Attore Protagonista

In concomitanza con una delle edizioni dei Premi Oscar è impossibile non menzionare l'assegnazione di un'altra statuetta, ovvero quella di Roberto Benigni come Miglior Attore Protagonista per La vita è bella. All'epoca, l'interprete nostrano gareggiava nella suddetta categoria con Tom Hanks, per Salvate il Soldato Ryan, Ian McKellen per Demoni e dei, Nick Nolte per Affliction ed Edward Norton per American History X. Per molti, la vittoria spettava a quest'ultimo, tuttavia è stato Roberto Benigni a entrare nell'Albo d'Oro, divenendo inoltre il secondo attore nella storia degli Academy Award a conquistare la statuetta per un ruolo principale in lingua non inglese, ben 37 anni dopo Sophia Loren con La ciociara, nel 1962.
La mancata vittoria de I Segreti di Brokeback Mountain agli Oscar
Un caso analogo a Shakespeare in Love si è verificato non pochi anni dopo, con Crash che ha trionfato su Brokeback Mountain (2006). L'acclamato lungometraggio diretto da Ang Lee ha avuto una lavorazione lunga e travagliata, dal momento che nessuno sembrava disposto a farsi carico di un progetto così rischioso come quello che raccontava la storia d'amore tra due cowboy, Ennis Del Mar e Jack Twist.
Alla fine, il progetto ha visto la luce nel 2005 e la critica, grazie anche alle interpretazioni di Heath Ledger e Jake Gyllenhaal, lo ha promosso a pieni voti. Presentato in concorso alla 62/a Mostra del Cinema di Venezia, ha conseguito il Leone d'Oro, ottenendo inoltre tre Premi Oscar, senza però vincere quella più ambita. L'assegnazione del Miglior Film a Crash invece che a Brokeback Mountain ha scatenato un acceso dibattito, con molti che hanno visto questa scelta come un riflesso delle tensioni culturali e sociali dell'epoca.
Polemiche ai Premi Oscar

Non solo per le mancate vittorie, i Premi Oscar sono stati teatro anche di eventi storici slegati dall'assegnazione delle statuette: è il caso di Marlon Brando che ha rifiutato l'Oscar nel 1973. All'epoca, l'interprete vantava già la vittoria dell'ambita statuetta d'oro, ottenuta nel 1955 grazie alla sua interpretazione in Fronte del porto di Elia Kazan. Poco meno di vent'anni dopo, Marlon Brando si era ritrovato a bissare nuovamente quel traguardo, grazie a Il Padrino. Il suo gesto è stato il segno di una protesta contro il trattamento di Hollywood nei confronti dei nativi americani. Per l'occasione, ha mandato Sacheen Littlefeather, attrice e attivista statunitense nota in Italia come Piccola Piuma a leggere una dichiarazione al suo posto. La donna fu estromessa da Hollywood, finendo nella sua lista nera dell'industria dell'audiovisivo, fino a ricevere una lettera di scuse solo nel 2022.



