Curiosità
Truffe, inganni e manipolazioni nel mondo dello sport: le vicende che non ti aspetteresti mai

Non ce lo aspetteremmo mai, soprattutto a certi livelli, eppure sono cose successe davvero. Lo sport dovrebbe essere un catalizzatore di valori importanti come il sacrificio, lo spirito di squadra, l'integrazione, ma a volte tutto questo viene meno. La competizione e il desiderio di prevalere sull'altro ottundono la coscienza umana, portando alcuni atleti a commettere gesti orrendi. Nel professionismo non sono pochi i casi in cui nazionali, squadre intere o anche singoli atleti hanno tentato di barare per ottenere una vittoria. In questo articolo ci addentreremo dentro le truffe e gli inganni più clamorosi nello sport professionistico.
Tonya Harding e Nancy Kerrigan: un sabotaggio folle

Ci è stato fatto anche un film, e se non lo avete ancora visto dovete assolutamente recuperarlo, perché la storia della rivalità tra le pattinatrici Tonya Harding e Nancy Kerrigan è una di quelle che fanno rabbrividire. Cosa accadde? Alla vigilia dei Campionati nazionali statunitensi, il 6 gennaio 1994, Nancy Kerrigan viene aggredita e picchiata sulle ginocchia da uno sconosciuto, al termine di una sessione di allenamento. Lo sgomento è tanto, e il gesto è inspiegabile. Perché mai un uomo avrebbe dovuto aggredirla? La risposta è semplice: le indagini evidenziarono come l'aggressore fosse stato pagato dal marito della Harding, affinché la Kerrigan non riuscisse a qualificarsi per i Giochi olimpici invernali. Era rimasto solamente un posto all'interno della nazionale statunitense, e Tonya non voleva certo perdere la spedizione olimpica. Le lesioni alle ginocchia per fortuna si rivelarono più lievi del previsto, e la statunitense riuscì a prendere parte alle Olimpiadi di Lillehammer ottenendo l'argento.
Rosie Ruiz e quella Maratona corsa in metropolitana
Sì, sì, è successo davvero. Quante volte, scherzando, abbiamo pensato di fare una cosa del genere? Un trucco da mercante. Cercare di burlarsi di migliaia di avversari e soprattutto dell'organizzazione con il più semplice dei trucchi: prendere un mezzo o tagliare il percorso. Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare però, ma a quanto pare non per Rosie Ruiz che durante l'84esima edizione della maratona di Boston - che ricordiamo essere una delle cinque Majors, ovvero una delle cinque manifestazioni podistiche più importanti al mondo - fece parte del percorso usando la metropolitana.
Cosa ha fatto sorgere il sospetto nell'organizzazione? Il tempo fatto registrare: 2:31:56, terzo risultato migliore al mondo, e una freschezza un po' eccessiva per aver corso 42 km tutti d'un fiato. Il trucco durò ben poco, la cubana venne scoperta e cancellata dall'albo d'oro.



