Curiosità
Che fine hanno fatto? 10 aziende leader sparite dal mercato

Ci avete mai pensato alla possibilità di fallire di un'azienda come Apple? Oppure al crollo di colossi come Amazon o Google? Probabilmente no, anche perché la vostra immaginazione non riesce proprio a concepire come dei giganti di tale portata possano crollare. Eppure non sarebbe né la prima né l'ultima volta che accade una cosa del genere. Nella società di oggi, i cambiamenti e le innovazioni sono repentini, e rimanere al passo con i tempi è di una difficoltà estrema. Negli anni, sono molte le società leader di determinati settori di mercato che incredibilmente non ce l'hanno fatta e che sono crollate. Andiamo a scoprirne alcune!
Compaq

Da essere la principale fornitrice di personal computer al mondo ad essere rilevata dalla Hewlett-Packard nel 2002. La società statunitense, fondata nel 1982, non riuscì a contrastare l'ascesa del gruppo HP, che si presentava sul mercato con prezzi più competitivi. Il brand è stato sul mercato fino al 2013, anno in cui proprio Hewlett-Packard decise di mettere fine alla sua linea produttiva.
Concorde
Fine anni Sessanta, la British Aerospace e Aérospatiale si uniscono per un progetto senza precedenti: la creazione di un aereopasseggeri che copra grandi distanze in tempi brevissimi grazie a una velocità superiore a quella del suono. Un aereo che proveniva dallo spazio, capace di coprire l'asse Londra-New York in appena tre ore, ma che non è riuscito a dare longevità al suo progetto. A causa di costi troppo elevati, infatti, il Concorde ha smesso di volare nel 2003, dopo trent'anni di servizio.
Motorola

Tutti gli appassionati di telefonia non potranno che ricordare con grande affetto il Razr e modelli affini, che nei primi anni duemila spopolarono sul mercato della telefonia mobile. Proprio quei modelli però, furono un momento di picco non ben sfruttato dall'azienda, la quale non ha ben colto la rivoluzione digitale di quegli anni, rimanendo indietro rispetto ai principali competitors e trovandosi a dover rincorrere. Oggi, fortunatamente, si è rilanciata sul mercato della telefonia mobile con prodotti altamente competitivi e sembra aver superato il periodo di crisi.
Myspace
Lanciato nel 2003, svenduto nel 2011. Il successo di Myspace è un caso incredibile. La comunità virtuale, creata da Tom Anderson e Chris DeWolfe, raggiunse il suo apice nel giro di cinque anni. Nel 2008, infatti, il suo volume di traffico superava quello di Google e Yahoo, con oltre 100 milioni di accessi, ma una gestione errata dell'user experience e alcuni problemi con le pubblicità ne causarono il rapido crollo. Ad accelerare il processo ci pensò anche l'ascesa di Facebook, che dilagò negli States. Nel 2011, l'azienda venne venduta per 35 milioni, e pensare che nel 2005 il cambio di proprietà costò alla News Corporation di Rupert Murdoch ben 580 milioni di dollari.
Kodak
Passare da avere quasi il 90% delle vendite di macchine fotografiche negli USA, alla bancarotta: è possibile? Sì, se non presti attenzione all'innovazione. L'americana Kodak, un tempo leader indiscussa nel campo della fotografia, decise di non sposare l'avvento del digitale e di proseguire nella produzione di macchine analogiche. La scelta strategica fu un clamoroso fallimento, che portò l'azienda da 145.000 dipendenti a 6000. Oggi Kodak ha cambiato mercato, indirizzandosi verso la stampa digitale, l'imaging professionale, i materiali per imballaggi flessibili e le tecnologie di stampa 3D.
Abercrombie & Fitch
Le mode cambiano e Abercrombie & Fitch lo sa bene. Il brand americano, specializzato nell'abbigliamento giovanile, ha pagato una comunicazione elitaria ed esclusiva, che lo ha portato anche al centro di aspre critiche per delle campagne pubblicitarie che includevano immagini giudicate dal pubblico come sessualizzate e discriminanti. Tutto questo si è ripercosso sulle vendite, che sono diminuite drasticamente. Ad oggi, il marchio a stelle e strisce ha dovuto chiudere numerosi punti vendita nella speranza che il tutto basti ad arginare la forte crisi.
Blackberry

Iconico e professionale, il BlackBerry era il telefono del lavoratore provetto. La tastiera fisica e una capacità di messaggistica superiore rispetto ai competitor, lo rendevano un prodotto d'eccellenza nel mondo della telefonia mobile. Una scarsa capacità di adattamento ai cambiamenti e una visione a lungo termine non molto buona, però, ne hanno minato le vendite. L'avvento del touchscreen e la diffusione di iOS e Android sono state le principali cause della scomparsa di questi prodotti dal mercato della telefonia.



