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Parlamentari assenteisti, chi sono e perché: la classifica

Sul fronte dei parlamentari la legislatura che è in corso, la 19ª, cominciata a seguito delle elezioni politiche generali del 25 settembre 2022, si caratterizza per una novità storica. Ovvero perché la riduzione del numero dei parlamentari ha cominciato a divenire realtà pratica. Come è noto, infatti, la Camera si è ridotta adesso da 630 a 400 deputati; il Senato da 315 a 200 senatori. Una riforma, quella del taglio dei parlamentari, che fu voluta dal Movimento Cinque Stelle e che ancora oggi non tutti gli osservatori ritengono davvero utile e produttiva. A cominciare dal dubbio sul fatto che realmente essa assicuri un rilevante risparmio di costi per i cittadini contribuenti.
Già dai primi mesi di lavoro delle nuove Camere la riforma è stata messa subito a dura prova. È chiaro che occorre trovare un nuovo equilibrio rispetto al passato per consentire il regolare funzionamento delle attività politico-istituzionali. A cominciare dai lavori nelle varie Commissioni, che sono poi il cuore dei dei doveri che deputati e senatori devono assolvere.
Gruppi parlamentari: l'impatto della riforma sul taglio
Anche questi elementi hanno inciso senza dubbio sul livello di partecipazione ai lavori di entrambe le Camere, che è mediamente alto. A rivelarlo è il sito openpolis.it che ha scattato una fotografia sulle presenze e le assenze, ad oggi, dei parlamentari relativi ai vari gruppi. I gruppi parlamentari rappresentano la proiezione all’interno degli organi istituzionali dei partiti che hanno ottenuto seggi alle elezioni. Tuttavia questi organismi istituzionali non coincidono. Formalmente partito di appartenenza, lista elettorale e gruppo in Parlamento rappresentano 3 organizzazioni distinte. I gruppi sono ricreati ex novo in ogni legislatura e i regolamenti richiedono un numero minimo di componenti per la loro istituzione. La premessa di tutto il nostro discorso sui parlamentari è che il taglio del numero di essi probabilmente spinge molti a essere più presenti durante i lavori alla Camera e al Senato. E non solo per assicurare il numero legale ma anche per garantire la tenuta della maggioranza, spiega Openpolis. Il sito di approfondimento e ricerca sui dati aggiunge inoltre che malgrado questo, però, anche nell’attuale Parlamento ci sono casi di assenteismo "per cui è difficile trovare una giustificazione".
Perché l'assenteismo è una piaga

L'assenteismo è una piaga almeno per due ordini di ragioni. In primo luogo perché chi siede alla Camera o al Senato può farlo in grazia di un suffragio popolare che ha ricevuto. Ossia per la fiducia in bianco che per 5 anni - tanti quanto dura una legislatura - i cittadini elettori hanno conferito ai propri rappresentanti. Perciò il parlamentare assenteista 'ruba' la fiducia degli elettori facendosi i fatti propri invece di lavorare per l'Italia.
In secondo luogo i parlamentari assenteisti danneggiano i loro colleghi presenti ai lavori di Camera e Senato, pregiudicando la qualità e la quantità dell'opera legislativa degli organismi istituzionali. Naturalmente, quasi come a scuola, possiamo affermare che non tutti i casi assenteismo sono uguali e si possono porre sullo stesso piano. I parlamentari che non partecipano ai lavori della Camera o del Senato, perché ad esempio sono in missione istituzionale all'estero, devono fornire adeguata giustificazione, ma politicamente e istituzionalmente la ragione della loro assenza è comprensibile.
I dati su presenze e assenze
Entrando nel dettaglio dei numeri relativi all'attuale legislatura, emerge che alla Camera dei Deputati il dato relativo alla partecipazione dei parlamentari ai lavori si attesta complessivamente sul 69,4%. Le assenze sono in media il 16,7% mentre la mancata partecipazione dovuta alle missioni è del 13,9%. Oltre la metà dei deputati (220) può vantare un livello di partecipazione compreso tra il 75% e il 100% delle presenze richieste. Mentre sono 80 (il 20%) coloro che hanno votato in meno della metà delle occasioni.
Al Senato una situazione migliore

Al Senato, invece, la media della partecipazione ai lavori da parte dei parlamentari è del 78,4%. Le assenze costituiscono il 6,4% e le missioni il 15,3%. In questo caso circa 3 quarti degli esponenti presenti può vantare un livello di partecipazione compreso tra il 75% e il 100%. Mentre solo 31 senatori fanno registrare un valore inferiore al 50%".
La partecipazione per gruppi
Analizzando i dati sulla partecipazione in base ai gruppi presenti in Parlamento, Openpolis osserva che a Palazzo Madama il livello di presenza più alto ai lavori parlamentari è del Movimento Cinque Stelle (86,8%). Seguono Partito Democratico (81,2%) e Fratelli d’Italia (81,1%). Il valore inferiore è quello del Gruppo Misto (55,4%). Alla Camera invece al primo posto per livello di partecipazione troviamo l’Alleanza Verdi-Sinistra (che al senato fa parte del Misto) con un valore del 79,9%.
I parlamentari in missione
Anche in questo ramo del Parlamento, cioè alla Camera, troviamo il PD al secondo posto (75,1%) e FdI al terzo (73,2%). Il dato più basso invece è quello di Noi moderati (54,4%). La precisazione, d’obbligo, è che – in particolare per i gruppi parlamentari di maggioranza – spesso la mancata partecipazione alle votazioni è dovuta a impegni concomitanti. Ossia legati agli altri incarichi che gli esponenti di queste formazioni ricoprono. Per cui è importante valutare i dati sulle presenze insieme a quelli sulle missioni.
I parlamentari più assenteisti

Malgrado il livello medio di partecipazione alle votazioni elettroniche sia piuttosto alto, sono molti i nomi noti anche al grande pubblico che sia alla Camera che al Senato fanno registrare una percentuale di partecipazione alle votazioni particolarmente bassa. Tra questi, annota openpolis.it, a Montecitorio troviamo l’ex leader della Lega Umberto Bossi (i cui problemi di salute sono noti) che non ha praticamente mai partecipato ai lavori. Lo stesso vale per il collega di partito Antonio Angelucci.
Il caso Marta Fascina non è isolato
Troviamo poi tra gli altri anche l’ex ministro e attuale presidente della Commissione esteri Giulio Tremonti (4,3% di presenze). Ci sono poi la compagna del defunto leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, ovvero Marta Fascina (5,2%), l’ex ministro del PD e attuale presidente del Copasir - il Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti - Lorenzo Guerini (10,7% di presenze). E infine il leader di Noi moderati, Maurizio Lupi (22,3%).



