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Stile di Vita

Street fashion: ispirazioni e tendenze dal mondo urbano

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Street fashion: cos'è

Il mondo della moda non si limita alle passerelle e agli eleganti salotti delle maison di alta moda: è il caso dello street fashion. Negli ultimi decenni, infatti, questa nuova tendenza ha preso piede, alimentata dalle strade delle città di tutto il mondo ed è per questo motivo che ha preso tale nome. Il suddetto stile, nato dalle subculture urbane e dalle esigenze quotidiane degli individui, ha difatti conquistato un posto di rilievo nella cultura popolare. Ciò gli ha permesso di entrare a pieno titolo tra gli ambienti più importanti nel mondo della moda, influenzando le passerelle e ispirando designer di tutto il globo. Da allora, tale stile ha trovato un posto di rilievo tra le pieghe del quotidiano, grazie anche all'utilizzo che molte star ne hanno fatto e continuano a farne. Esploriamo, dunque, le ispirazioni e le tendenze di questo affascinante universo della moda.

Origini dello Street Fashion

Lo street fashion affonda le sue radici nelle subculture urbane degli Anni '70 e '80, quando gruppi come i punk, i mod, i b-boy e gli skater hanno iniziato a sfidare le norme sociali attraverso il proprio stile di abbigliamento. Forti dello spirito di ribellione dei moti sessantottini precedenti di qualche anno, molti giovani di classi sociali eterogenee hanno mantenuto quella medesima indole che ha portato alla formazione di movimenti di massa nati per aggregazione spontanea. Tale contestazione è divenuta in breve un vero e proprio fenomeno di costume, passato anche attraverso il look sfoggiato dai giovani "ribelli". Indossando vestiti trasgressivi, personalizzati e spesso DIY (fai da te), queste subculture hanno creato uno stile unico che ha attirato l'attenzione delle masse e che, ben presto, ha trovato spazio anche tra le passerelle più griffate.

L'influenza di Vivienne Westwood

Street fashion: influenza di Vivianne Westwood
L'influenza di Vivienne Westwood nello street fashion (Credits: ANSA) - Community VelvetMag

A dare una spinta decisiva alla nascita e alla rapida diffusione della street fashion è stata Vivienne Westwood. In grado di intercettare le tendenze della subcultura punk, tanto da essere stata definitiva Madrina del Punk, è stata una stilista e attivista britannica, celebre per il suo stile ribelle. Nel 1971 ha aperto il suo primo negozio, Let it Rock ("Dacci dentro"), al 430 di King's Road di Londra, insieme a Malcolm McLaren, dove proponeva abiti da teddy boy, ispirati al passato e che esprimevano lo spirito ribelle della cultura giovanile dell'epoca: abiti neri, di pelle e con cerniere da motociclista.

A tutto punk

Durante gli anni, il negozio ha cambiato nome a più riprese, per via dell'evoluzione della stilista, che nel corso degli Anni Settanta diviene una delle fautrici dello stile punk, contribuendo all'immagine sovversiva e aggressiva dei Sex Pistols, band creata da McLaren. Spille, maglioni bucati, magliette tagliate e borchie, così come l'utilizzo di cuoio e gomma, diventano gli stilemi dell'estetica punk promossa dal celebre gruppo britannico, che trova in Vivienne Westwood la sua Sacerdotessa. Da lì in poi, quello spirito ribelle ha trovato spazio tra le pieghe del quotidiano, contribuendo alla nascita e alla diffusione dello street fashion, declinato in nuove forme sempre più creative.

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