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Curiosità

I 10 falsi miti a cui credono tutti e invece…

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Perché tendiamo a credere ai falsi miti? Come mai pensiamo determinate cose, anche solo per sentito dire, siano indiscutibilmente vere? Lo facciamo perché: "se lo dicono tutti, allora deve essere così". In alcuni casi questo atteggiamento è corretto, in alcune circostanze davvero si trasmettono informazioni veritiere. Poi esistono i falsi miti e in questo articolo abbiamo deciso di sfatarne alcuni anche troppo reiterati e privi di base scientifica. Ad esempio: davvero l'età dei cani va contata di 7 anni in 7 anni? La risposta è no...

SETTE ANNI CANINI CORRISPONDONO DAVVERO A UN ANNO UMANO?

Qui apriamo un discorso spesso dibattuto: un anno umano corrisponde davvero a sette anni canini? In realtà no, non è una legge scritta. Anzi, si tratta di un dato del tutto variabile che è possibile calcolare tenendo presente le dimensioni del cane. Sappiamo, ad esempio, che i cani di piccola taglia sono i più longevi: possono arrivare a vivere serenamente per 18/19 anni. I cani di taglia media, invece, hanno un aspettativa di vita che difficilmente supera i 15 anni; mentre quelli di taglia grande vivono in media 10/12 anni. Ma come avviene il calcolo del rapporto con l'età umana? Lo schema è il seguente: completato il primo anno di vita, il cane, a prescindere dalla taglia, è un adolescente. Dunque, un anno corrisponde ai 13/15 umani. Il secondo anno, vengono aggiunti 10 anni: dunque il cane avrà 25 anni umani. Dal terzo anno in poi, bisogna rapportare ogni anno canino a 4 anni umani. Sdoganiamo quindi la regola del 7, che non è altro che un falso mito.

I BISCOTTI DELLA FORTUNA NON SONO CINESI

Questa è una di quelle informazioni di cui quasi nessuno è a conoscenza. I biscotti della fortuna, quelli che vengono serviti nei ristoranti cinesi a fine pasto, non sono davvero cinesi. O meglio, non sono nati in Cina. In realtà, la storia - quella vera e certificata - vuole che i biscottini della fortuna siano nati in Giappone, che per decenni siano stati distribuiti solo ed esclusivamente lì, e che siano poi stati esportati da un ristoratore giapponese negli USA dove, nel diciannovesimo secolo, è avvenuta quasi l'intera produzione. Dopo il secondo conflitto mondiale i biscottini sono approdati in maniera massiccia in Cina ed ecco il motivo per cui, soprattutto i millenials, si ritiene che si tratti di un dolcetto tipicamente cinese. Bisogna anche aggiungere che le statistiche rivelano che negli Stati Uniti esistono più ristoranti cinesi che locali di una notissima catena di fast food.

IL FRUTTO PROIBITO E' DAVVERO UNA MELA?

Il frutto proibito, quello che determinò la cacciata di Adamo ed Eva dall'Eden, non era una mela e possiamo affermarlo con certezza. Riprendendo il passo della Genesi in cui si trova la descrizione dell'evento si legge: "Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture". Non si fa mai riferimento alla tipologia del frutto; negli anni, probabilmente, l'idea della mela è stata assunta come valida per diverse ragioni - culturali, semantiche e così via - ma tecnicamente, seguendo il testo in ognuna delle sue traduzioni non si parla mai, in nessuna circostanza, di una mela. Dunque qual è il frutto? Sono state approntate diverse teorie in merito, ma nessuna ha avuto ancora un riscontro "scientifico".

I CAMALEONTI SI MIMETIZZANO DAVVERO?

No, i camaleonti non si mimetizzano, almeno non sempre e non per il motivo a cui state pensando. La realtà è un'altra e riguarda la sfera emotiva dell'animale. In breve: i camaleonti tendono a cambiare colore quando muta il loro umore. Avete letto bene: tutto dipende dall'umore. L'epidermide del camaleonte è soggetta a mutazioni la cui origine è da ricercarsi nelle reazioni "chimiche". Quando è in fase di relax quelli che in gergo si definiscono "cristalli" - elementi dello strato sottocutaneo della pelle - riflettono una luce azzurra tendente al blu; quando l'animale è agitato vediamo colori riflessi tendenti all'arancione. Ecco perché dunque l'animale cambia così spesso colore.

LO ZUCCHERO RENDE I BAMBINI IPERATTIVI?

Contrariamente a quanto si possa pensare, la risposta a questa domanda è: no. Per decenni si è ritenuto, erroneamente e solo ed esclusivamente sulla base di congetture, che un'elevata assunzione di zuccheri rendesse i bambini iperattivi. Premesso che lo zucchero, se assunto in notevoli quantità, può creare diversi danni a tutte le età, la scienza ha però rilevato che in realtà non ha un effetto così significativo sui bambini, o per lo meno non a prescindere. Sono stati condotti diversi studi che hanno dimostrato che non esiste una correlazione effettiva tra il consumo di zuccheri e l'iperattività nei più piccoli. Dunque si tratta di una credenza popolare, ma non di un dato scientificamente testato, anzi!

GLI UMANI NON HANNO SOLO CINQUE SENSI

Per convenzione, quando si insegna biologia nelle scuole si riferisce agli studenti che l'essere umano è dotato di cinque sensi - vista, olfatto, gusto, udito e tatto - il che non è sbagliato. Tuttavia, si dovrebbe aggiungere che in realtà siamo dotati di moltissimi altri sensi e che i cinque succitati sono solo i principali, quelli più immediati da indagare. Alcuni altri sono: il dolore - ognuno di noi è dotato di recettori che inviano un segnale al cervello, pertanto è una questione sensoriale -, la tensione - provoca un irrigidimento di muscoli e tendini -, l'equilibrio - la capacità di avvertire la mancanza di gravità o viceversa di sapere di essere perfettamente in asse -, la fame e la sete - in tal caso si tratta di segnali inequivocabili di cui abbiamo massima percezione, che possono essere associati agli altri sensi, i principali come gusto e olfatto.

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