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Le ultime frontiere della ricerca spaziale: cosa aspettarci

Si avvicina per l'uomo il tempo dell'esplorazione diretta su Marte, il cosiddetto pianeta rosso. Agenzie spaziali fra le più importanti del mondo, come la Nasa, stanno pianificando missioni umane su Marte. Queste missioni rappresentano una delle sfide più ambiziose della ricerca spaziale del XXI secolo e potrebbero rivoluzionare la nostra comprensione del sistema solare. Siamo inoltre nell'era del turismo spaziale. Al momento soltanto per pochi milionari, ma comunque un turismo del futuro aperto ormai a chi non è astronauta o professionista dello Spazio. Un'altra rivoluzione. Che fa da anticamera a quella successiva: la colonizzazione da parte degli umani di altri pianeti ove sia possibile riprodurre condizioni di vita simili a quelle che esistono sulla Terra.
Ricerca di vita extraterrestre

Il campo della ricerca spaziale e in particolare dell'astrobiologia sta cercando segni di vita su altri pianeti o lune del nostro sistema solare. Ad esempio Europa (una luna di Giove) o Encelado (luna di Saturno). La possibilità che esistano condizioni di vita a cui gli esseri umani e non potrebbero adattarsi su altri pianeti, satelliti o corpi celesti è un fatto importante. Perché consente di immaginare più realisticamente che in passato l'eventuale esistenza di altre forme di vita - extraterrestre - nello Spazio infinito. Una caratteristica, quella della vita extraterrestre, che ha animato le fantasie umane fin dai tempi più remoti. E che in molti, nel mondo, considerano tutt'altro che frutto della nostra immaginazione.
Esplorazione di pianeti nani e asteroidi

Le missioni di ricerca spaziale stanno prendendo di mira oggetti nel nostro sistema solare, come Plutone e la sua luna Caronte, o la sonda OSIRIS-REx che ha studiato l'asteroide Bennu. La missione Origins, Spectral Interpretation, Resource Identification, Security, Regolith Explorer è un progetto che la Nasa ha lanciato nel 2020 finalizzato all'esplorazione degli asteroidi nell'ambito del programma New Frontiers. Nell'aprile del 2022 l'agenzia spaziale americana ha approvato un'estensione della missione per studiare l'asteroide near-Earth 99942 Apophis a partire dal 2029. Ovvero quando quest'ultimo transiterà nelle vicinanze della Terra. Dopo aver rilasciato la capsula col campione di Bennu, la sonda è stata ribattezzata OSIRIS-APEX ('APophis EXplorer').
Osservazione di esopianeti

I telescopi spaziali e i progetti come il James Webb Space Telescope mirano a identificare e studiare atmosfere di esopianeti, cercando segni di vita o condizioni favorevoli. Del resto la ricerca spaziale si è di recente arricchita delle prime spettacolari immagini fornite dall'Agenzia spaziale europea. L'Esa ha presentato foto mai viste dell’Universo che il telescopio Euclid, lanciato nello spazio il primo luglio scorso, ha prodotto con una definizione senza precedenti. Si vedono miriadi di galassie sconosciute e lontanissime, così come un gigantesco ammasso di stelle catturato in un colpo d’occhio come non era mai accaduto. Le immagini sono ancora un test, e tuttavia trasmettono alcune caratteristiche delle tracce della materia e dell’energia oscure che occupano il 95% del cosmo.
Ricerca di materia ed energia oscura

Fra le ultime frontiere della ricerca spaziale ci sono le scoperte dell'astronomia osservativa. Una scienza che cerca di comprendere meglio la natura della materia oscura e dell'energia oscura. Ovvero delle forze che costituiscono la maggior parte dell'Universo, come detto sopra, ma che sono ancora misteriose. Il telescopio Euclid ha consentito di catturare un'immagine molto raffinata dell'ammasso di Perseo (foto sopra). Una tappa fondamentale nella conoscenza dello Spazio perché, sostiene Giuseppe Racca dell'Esa, "l'immagine dell’ammasso del Perseo comprende una quantità di galassie sufficiente affinché gli esperti pensino che sia possibile correlare la distribuzione della materia oscura". "Un tale insieme di galassie non potrebbe essere tenuto insieme se non ci fosse una presenza di materia molto più grande di quella che si vede. Ossia la materia oscura".
Sviluppo di propulsione avanzata

La ricerca spaziale include poi lo sviluppo di nuove tecnologie di propulsione. L'obiettivo è quello di rendere i viaggi spaziali più efficienti e rapidi. Gli ultimi test statunitensi per la realizzazione di un motore a propulsione nucleare risalgono al 1973 nell’ambito del progetto Nerva (Nuclear Engine for Rocket Vehicle Application), sottolinea Federico Di Giacomo su media.inaf.it. Oggi, a poco più di 50 anni dalla chiusura del progetto, l’agenzia spaziale americana e la Defense Advanced Research Projects Agency (Darpa) hanno annunciato una nuova collaborazione. L'obiettivo è di sviluppare un razzo spaziale a propulsione nucleare da utilizzare per le future missioni umane verso Marte.
Esplorazione del Sistema Solare Esterno

Missioni come la sonda Juno (su Giove) e Cassini-Huygens (su Saturno e Titano) stanno ampliando la nostra comprensione dei giganti gassosi e delle loro lune. La ricerca spaziale va dunque anche in questa direzione. Il sistema solare esterno è la parte del sistema solare che va da oltre la fascia principale degli asteroidi alla nube di Oort. Per convenzione ne facevano parte solo i 4 pianeti giganti gassosi (Giove, Saturno, Urano e Nettuno) con i loro satelliti e una serie di corpi minori presenti in questa zona. Adesso però vi si includono anche oggetti al di là dell'orbita di Nettuno, come alcuni pianeti nani (su tutti Plutone) e alcune comete come la cometa di Halley.



