Stile di Vita
Sostenibilità nel settore alimentare: scelte che fanno la differenza

La sostenibilità nel settore alimentare è diventata un tema cruciale, poiché sempre più persone sono consapevoli dell'impatto ambientale e sociale legato alla produzione, distribuzione e consumo di cibo. Si tratta di un argomento che, in particolar modo nel corso degli anni, ha acquisito maggiore centralità nel dibattito pubblico, per via della sua stretta correlazione con la salute della Terra. Come molti esperti del settore e/o attivisti che continuano a perorare la causa ci ricordano, sta al senso civico e morale di ciascuno di noi adottare i giusti accorgimenti, per fare in modo di ridurre il nostro impatto sul pianeta. Grazie a una serie di azioni, che passano anche attraverso la nostra tavola - dalla produzione alla scelta degli alimenti da consumare - ognuno può fare la differenza, nel suo piccolo. Qui di seguito sono elencate alcune scelte che possono fare la differenza per promuovere la sostenibilità nel settore alimentare.
Scelta di Alimenti Locali e Stagionali, tra le decisioni più giuste per promuovere la sostenibilità alimentare

Promuovere la sostenibilità alimentare significa adottare un certo tipo di comportamento in grado di ridurre il proprio impatto sul pianeta Terra, a partire dalle proprie abitudini alimentari. In tal senso, una delle scelte più giuste da seguire consiste nell'acquistare prodotti alimentari locali e di stagione. Tale azione comporta infatti la riduzione della necessità di trasporti a lunga distanza e, inoltre, va supportare l'economia locale. A ciò occorre aggiungere che gli alimenti di stagione spesso richiedono meno risorse per essere prodotti. Questo deriva dal fatto che la loro produzione e crescita sia frutto del ciclo naturale e, dunque, non derivi dall'intervento dell'uomo. Seguire i ritmi della natura, inoltre, permette appunto di contenere il dispendio di risorse ed energie: basti pensare al fatto che la coltivazione stagionale richieda meno consumo idrico rispetto a una coltivazione non stagionale.
Agricoltura Sostenibile

Promuovere l'agricoltura stagionale e i prodotti locali può essere un primo passo verso uno stile di vita sostenibile, in ambito alimentare, ma non basta. Oltre ai prodotti, il focus deve infatti essere puntato sul modo in cui tali prodotti vengono coltivati. In tal senso, è bene favorire pratiche agricole sostenibili, ovvero che siano in grado di ridurre al minimo il loro impatto sull'ambiente. Esiste una serie di azioni in grado di muoversi verso questa linea di condotta prettamente etica: è il caso, ad esempio, dell'agricoltura biologica, che sfrutta la naturale fertilità del suolo, così evitare l'uso di additivi, ma anche dell'agroforestazione, un sistema agricolo promiscuo che prevedere la coltura agraria gestita razionalmente con la combinazione di arbusti, alberi e/o affini, e l'uso responsabile dell'acqua e dei fertilizzanti. Tale insieme di pratiche permette di ridurre l'uso di pesticidi e fertilizzanti chimici può migliorare la qualità del suolo e dell'acqua.
Consumo di Proteine Alternative

Uno dei punti più discussi per promuovere la sostenibilità alimentare riguarda la riduzione del consumo di proteine di origine animale. Ridurre il consumo di carne e privilegiare fonti di proteine alternative, come legumi, tofu, e alimenti a base di piante, infatti, può comportare una riduzione del nostro impatto sull'ambiente. Tale effetto è dovuto al fatto che l'allevamento di bestiame è spesso associato a emissioni di gas serra e deforestazione. Inoltre, basti solo pensare che produzione di un chilogrammo di carne bovina assorbe fino a 20 chilogrammi di mangime: le piante di cui si nutrono gli animali da macello sono le stesse di cui gli uomini potrebbero cibarsi in prima persona, ad esempio. Inoltre, la produzione di carne in grande quantità comporta il fenomeno degli allevamenti intensivi che, oltre a essere responsabili di enormi quantità di emissioni di gas, non tengono minimamente conto delle condizioni degli animali.
Riduzione degli Sprechi Alimentari

Non di rado capita di farsi prendere dalla frenesia del momento al supermercato, acquistando molti più prodotti di quanto effettivamente si abbia bisogno. Alcuni, dopo aver superato la data di scadenza riportata sulla confezione, finiscono inevitabilmente nella pattumiera, ancora imballati. Quindi, dopo tutto il lavoro dietro alla produzione di un determinato alimento, le emissioni di gas serra dovute alle diverse fasi della filiera, questo non viene neanche consumato: ma come si può ovviare al problema? Uno dei comportamenti più opportuni da mantenere, in tal senso, consiste nello scegliere di acquistare solo ciò che è necessario. Al contempo, una volta acquistati, gli alimenti devono essere conservati correttamente. In caso di eventuali avanzi, invece di buttarli, si possono reinventare in modo creativo, così da ridurre gli sprechi alimentari. Gli sprechi alimentari contribuiscono, difatti, a emissioni di gas serra e sottraggono risorse preziose.
Imballaggi Sostenibili

Favorire prodotti con imballaggi sostenibili, come materiali riciclabili o compostabili. Ridurre l'uso di imballaggi in eccesso contribuisce a minimizzare il rifiuto plastico.
Sostenibilità della Catena di Approvvigionamento

Dietro il prodotto confezionato, trovato sullo scaffale del supermercato pronto per essere consumato, c'è un lungo processo dietro. Ci sono inizialmente i lavori per coltivarlo e/o allevarlo, produrlo e infine imballarlo: ciascuna di queste lavorazioni, che fa parte di un procedimento chiamato catena di approvvigionamento (supply chain), che consiste per l'appunto nel processo che permette di portare un servizio o un prodotto sul mercato, dal fornitore al cliente. Ognuno degli "anelli" della suddetta catena, tuttavia, comporta inevitabili emissioni di gas serra, Ma come si può cercare di ridurre il proprio impatto in tal senso? Scegliendo marchi e produttori che adottano pratiche sostenibili lungo l'intera catena di approvvigionamento, dalla produzione alla distribuzione. Questo include la responsabilità sociale, le condizioni di lavoro e il rispetto dei diritti umani.
Educazione e Consapevolezza

Nessun cambiamento parte senza un minimo di consapevolezza. Per promuovere la sostenibilità alimentare, occorre dunque informarsi sulla provenienza e sulle pratiche di produzione alimentare. Condividere queste informazioni con gli altri contribuisce a sensibilizzare e incoraggiare un cambiamento collettivo di comportamento. Un buon modo per informarsi circa l'insieme di pratiche da adottare per ridurre il proprio impatto può essere quello di leggere blog e/o riviste a tema, magari scientifiche, ma anche ascoltare gli studi di esperti in materia. Il proliferare di tale informazioni può, in seguito, portare a una consapevolezza condivisa, in grado di fare la differenza.
Agricoltura Urbana e Giardini Condivisi

Noti anche con il termine internazionale Community Garden, i giardini condivisi sono spazi urbani pensati per mettere a disposizione dei cittadini delle aree verdi che possano essere dedicate a coltivazioni autonome ma anche collettive: consentono, in pratica, oltre alla possibilità di accedere a un'area di verde "casalinga", da parte di chi non ne è in possesso, anche la facoltà di accedere a prodotti a chilometro zero e a basso impatto ambientale. Sostenere progetti di agricoltura urbana e partecipare a giardini condivisi, dunque, può essere un ottimo modo per promuovere la sostenibilità alimentare. Queste iniziative possono ridurre la dipendenza dalla produzione su larga scala e promuovere uno stile di vita più sostenibile.
Ricerca e Innovazione

Un ruolo decisivo viene giocato anche dalla ricerca e dallo sviluppo. È compito della scienza quello di trovare nuove strade che permettano di attuare e promuovere uno stile alimentare maggiormente sostenibile. Sostenere la ricerca e l'innovazione nel settore alimentare, dunque, è tra le scelte più giuste per cercare di ridurre il proprio impatto, a partire dalle rispettive abitudini alimentari, per diverse ragioni: in primo luogo, la ricerca comporta un aumento di consapevolezza; in secondo luogo, consente di sviluppare pratiche agricole più sostenibili, nuove fonti di alimenti e tecnologie per ridurre l'impatto ambientale complessivo.



